lunedì, maggio 30

Cà del Lago - 15 (misoginia portami via o vattene ora)


Collina sopra casa, stasera
Attingi quello che c'è d'attingere
succhi tutta la vita che ti sta intorno e la conservi per quando 
rimarrai solo
Non è la vita a starti stretta, ma i confini che hai creato vivendo male
assorbendo la falsa verità che ti circonda da sempre
i falsi bisogni inculcati nella tua infanzia nei patinati anni 80
nella tua adolescenza che odorava di vana rivoluzione negli anni 90
nell'utopia di un nuovo mondo che hai respirato nella post-adolescenza degli anni 2000.
La sintesi celebrale e la chimica che naturalmente fluisce nelle tue vene
martella un'incredibile battaglia che ha per protagonista la presenza femminile
al tuo fianco.
Ora è questa la nuova moda che esplode nella tua anima.
Negli ultimi anni la tua immagine spesso è stata affiancata a quella
di un'anima gentile, sempre diversa
e di cui ti eri convinto di appartenere.
Ti sei spinto oltre i confini della percezione sentimentale
sperimentando ogni situazione e ogni groviglio
per capire le dinamiche che ti fanno attrarre all'altra metà del cielo.
E ora sei qui.
Scegli, pur avendo le possibilità, di rimanere solo
in tutti i sensi possibili
in tutte le accezioni possibili.
Non lo scegli per puro benessere.
Ora diffidi dei tuoi desideri che giudichi legati troppo ai tuoi bisogni di conferme
e poco alle tue reali inclinazioni d'appartenenza.
Le donne stanno diventando materia di studio da paragonare
ad uno specchio deformante.
Le frequenti tutti i giorni 
le osservi
le consoli, dialoghi con loro.
Con alcune adatti i tuoi discordi, ma con tutte sei sincero
come non mai.
In fondo sei sempre stato un terribile loro 
adoratore affascinato 
dalle loro doti d'incredibile intuito
e sconvolgente acume.
Ora, pur rispettando la loro natura,
senti che i dubbi legati a certi percorsi che accomunano tutte
le ragazze a cui ti sei avvicinato, erano il legame primo
verso il tuo disequilibrio e perciò una misera chimera
rispetto a ciò che t'affascina realmente.
Sbagli ,e lo sai, ma spesso disprezzi la loro insicurezza
il loro egocentrismo, la loro poca pratica, i loro preconcetti mascherati da precetti,
i loro bisogni indirettamente proporzionali alla loro intelligenza,
la loro mancanza di complicità e di praticità e il
loro modo vigliacco di essere inconsapevolmente assente nei confronti delle loro scelte.
Ma le ami.
Il loro sguardo lungimirante, le loro scelte arcigne, il loro modo di schivare le gocce di pioggia
sentire i loro odori sempre diversi mai lontanamente simili tra loro.
La loro potenza racchiusa in un gesto.
La loro finta debolezza, sprigionata solo per attirare il nostro ego
I loro capelli che mutano par far mutare noi
che ciclicamente ci continuiamo a domandare
se è per noi
che vengono legati al sole
se è per noi 
che vengono slegati al buio.

Poveri noi.
Povero me.

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