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giovedì, luglio 21

Cà del Lago - 20

Leggi sulle pieghe del tuo viso
leggi quello che hai avuto
ciò che di buono hai afferrato
ciò che hai meritato di perdere.

Domani è solo domani per te?
Giovedì di luglio 2011..cosa aspetti a viverlo col sangue?
Ora lo sei Lele.
Ora lo sei veramente
non ci sono più ancore
non ci sono più fughe
non ci sono neanche le scuse
nessuna ciocca straniera da usare come rifugio
Ora sei solo davvero
solo nel tuo cuore
solo in quel senso
talmente solo e talmente libero da sentirti come a galla a fare il morto.
C'è qualcosa che sai di aver quietato
col tempo passato qui a Cà del Lago
forse nessuno se n'è accorto, aldilà dei chili persi
aldilà dello spazio conquistato
aldilà delle tue mani bollenti.
Partirai.
la gente lo chiama trekking
sai che ogni km in cui ingoierai fatica
si asciugheranno le umide paure
si asciugherà il sole nei tuoi occhi
e tornerai con la consapevolezza
di essere quello che sei
Un fottuto sognatore, amico affidabile, ingenuo e rosso amante, artista che all'arte preferisce l'artigianato, spalla su cui piangere, specchio per cuori tremuli, menestrello dei vostri giorni peggiori, paggetto di quelli migliori...e fondamentalmete un camminatore
come chi prima di te ha indossato il tuo nome e il tuo cognome.
è per questo che vuoi che ti chiamino Lele
perchè Raffaele è tuo nonno
che lo ricordi come un fottuto sognatore, amico affidabile, ingenuo e rosso amante, artista che all'arte preferisce l'artigianato, spalla su cui piangere, specchio per cuori tremuli, menestrello dei vostri giorni peggiori, paggetto di quelli migliori...e fondamentalmete un camminatore
come chi dopo di lui scrive in un blog, che assomiglia alla sua agenda nera con bordi rossi
ti pare di vederlo adesso
che ti dona il suo coltello saracino
come 20 anni fa
e ora sai perchè.
Ora sai che la seconda notte quando i tuoi compari dormiranno nella tenda
intaglierai un bastone con quel coltello

e ti accorgerai che ciò che sfidi nella vita non solo le salite
non è il sole a picco sulla tua testa
nè le vesciche o i morsi di vipere.
L'unica sfida che hai è quella con te stesso.

Due nomi sul bastone
entrambi tuoi, entrambi suoi
una vita iniziata
una da continuare
un cammino unico
per un unica lacrima versata intagliando una
R.

mercoledì, luglio 6

Cà del Lago - 19

addormentarsi sull'erba per scacciare via i demoni
e trovarsi nuovo

sabato, luglio 2

Cà del Lago - 18


Con così tante nuvole, qui, sembra ci sia luce anche a quest'ora.
La solita giustissima fumata sull'uscio ha un sapore diverso.
Al gusto fretta e limone.
Mi sono riempito le scarpe di fango, dopo aver già prima seminato terra, a casa di Big Joe nella serata burritos.
Vorrei avere più tempo.
E' per questo che non dormo.
credo.
Tipo adesso vorrei iniziare a smartellare le assi rubate per farmi la testiera del letto.
Oppure vorrei suonare quel giro di chitarra che mi rimbalza da un'ora nel cranio.
Vorrei anche dipingere la libreria e la parete ovest.
La libreria la farei tipo ebano...e la parete verde oliva.
Dovrei assolutamente fare i giri di cavi per collegare il registratore per segnarmi meglio i riffs.
Vorrei per di più pulire la tenda, visto che è un anno che non la uso.
E l'olio piccante che ho fatto 2 mesi fa è finito ora.
Ma dovrei dormire.
sento le braccia cadere arrese
gli occhi mi pungono le palpebre...o era au contraire?
No cazzo.Lo so che se mi sdraio ora
le mie membra mi manderanno a fare in culo.
Mentre la mia testa continuerà a macinare occasioni
e magari le sognerò
e magari non dovrei
che forse l'unico vero riposo che merito
è quello dai sogni


giovedì, giugno 16

Cà del Lago - 17


Tanto non mi potete vedere
nessuno può

il coinquilino è via
il padrone pure
e allora è sensato ( ahaha) uscire in mutande sul ponteggio e sentire
la notte addosso
e mettere questa canzone a tutto volume nel bosco
che è tra le canzoni che ami di più al mondo
perchè puoi ridere e piangere insieme
farci l'amore e disperarsi
e ballarla fino a svenire

e allora via anche i boxer
e rimaniamo così
rannicchiati a vedere l'ultimo spicco d'eclisse
e immaginare di farsi volere bene dagli alberi
e dagli animali
che ora di giorno
fischietteranno questo violino zingaro
e rideranno
e piangeranno
e racconteranno alle gemme
di uno stupido ragazzo che ha provato
a farsi amare


lunedì, maggio 30

Cà del Lago - 15 (misoginia portami via o vattene ora)


Collina sopra casa, stasera
Attingi quello che c'è d'attingere
succhi tutta la vita che ti sta intorno e la conservi per quando 
rimarrai solo
Non è la vita a starti stretta, ma i confini che hai creato vivendo male
assorbendo la falsa verità che ti circonda da sempre
i falsi bisogni inculcati nella tua infanzia nei patinati anni 80
nella tua adolescenza che odorava di vana rivoluzione negli anni 90
nell'utopia di un nuovo mondo che hai respirato nella post-adolescenza degli anni 2000.
La sintesi celebrale e la chimica che naturalmente fluisce nelle tue vene
martella un'incredibile battaglia che ha per protagonista la presenza femminile
al tuo fianco.
Ora è questa la nuova moda che esplode nella tua anima.
Negli ultimi anni la tua immagine spesso è stata affiancata a quella
di un'anima gentile, sempre diversa
e di cui ti eri convinto di appartenere.
Ti sei spinto oltre i confini della percezione sentimentale
sperimentando ogni situazione e ogni groviglio
per capire le dinamiche che ti fanno attrarre all'altra metà del cielo.
E ora sei qui.
Scegli, pur avendo le possibilità, di rimanere solo
in tutti i sensi possibili
in tutte le accezioni possibili.
Non lo scegli per puro benessere.
Ora diffidi dei tuoi desideri che giudichi legati troppo ai tuoi bisogni di conferme
e poco alle tue reali inclinazioni d'appartenenza.
Le donne stanno diventando materia di studio da paragonare
ad uno specchio deformante.
Le frequenti tutti i giorni 
le osservi
le consoli, dialoghi con loro.
Con alcune adatti i tuoi discordi, ma con tutte sei sincero
come non mai.
In fondo sei sempre stato un terribile loro 
adoratore affascinato 
dalle loro doti d'incredibile intuito
e sconvolgente acume.
Ora, pur rispettando la loro natura,
senti che i dubbi legati a certi percorsi che accomunano tutte
le ragazze a cui ti sei avvicinato, erano il legame primo
verso il tuo disequilibrio e perciò una misera chimera
rispetto a ciò che t'affascina realmente.
Sbagli ,e lo sai, ma spesso disprezzi la loro insicurezza
il loro egocentrismo, la loro poca pratica, i loro preconcetti mascherati da precetti,
i loro bisogni indirettamente proporzionali alla loro intelligenza,
la loro mancanza di complicità e di praticità e il
loro modo vigliacco di essere inconsapevolmente assente nei confronti delle loro scelte.
Ma le ami.
Il loro sguardo lungimirante, le loro scelte arcigne, il loro modo di schivare le gocce di pioggia
sentire i loro odori sempre diversi mai lontanamente simili tra loro.
La loro potenza racchiusa in un gesto.
La loro finta debolezza, sprigionata solo per attirare il nostro ego
I loro capelli che mutano par far mutare noi
che ciclicamente ci continuiamo a domandare
se è per noi
che vengono legati al sole
se è per noi 
che vengono slegati al buio.

Poveri noi.
Povero me.

mercoledì, maggio 18

Cà del Lago - 14


Perchè in realtà è così
dinamiche allacciate
e come diceva Loca tutto parte da un unico gomitolo e non si può sbrogliare
le dinamiche attuali vogliono che io stia qui
buono buono nel mio rifugio alberato per non inalberarmi

Ok capo l'abbiamo capito che è necessario che io faccio 3 esami di coscienza al dì
e che devo scontare pene del contrappasso
Abbiamo capito anche che non sono bravo a stare nel mio angolo pur essendo bravissimo a stare
da solo
Si è capito per giunta che non sono pronto come pensavo.
Adesso poi ci mancavano i ponteggi
Sì ponteggi tutto intorno al casale e quei babbei dei muratori, non avvisandomi, hanno
montato le assi contro gli scuri della mia finestra che quindi saranno, per forza di cose, chiusi per un po'.
Poi?
Che altro c'è da mettermi alla prova?
Forse vuol dire che devo uscire per forza?
Interpretare ciò che mi sta intorno sta diventando un cazzo di labirinto del minotauro.
E poi uscire sta fava.
Passo giorni interi giorni nella tenuta e altri in giro dappertutto.
Non mi sono mai saputo regolare.
Non ho una stracazzo di mezza misura, non ne sono capace.
Sono un vampiro di sensazioni e succhio tutto ciò che mi va fino alla nausea.
Fino a che non si esaurisce la voglia.
Fino a che non ne voglio più per un po'.
All'età di un anno mia madre mi imbeveva il ciuccio nel miele d'acacia e quando era del tutto lindo lo sputavo fortissimo fuori.
E' come se pensassi che chi ha senso della misura sia un profondo egoista.
Verso se stesso e quello che potrebbe avere.
Ho passato la post adolescenza a rincorrere palchi e morose come se non ci fosse altro.
Fare i conti con se è sempre più snervante.
Mettersi alla prova, confrontarsi senza che nessuno mi dica beo mi sta facendo uscire un po' fuori di senno.
Dal lunedì al venerdì sono un operaio della ricerca di se.
Da venerdì a domenica sono un operaio della ricerca degli altri.
Ho chiesto di fare i doppi turni fin quando ce n'è
Anche se mi faccio un po' male almeno SENTO.
Fagocito tutto il dolore degli altri perchè così lascio che il mio cuore sobbalzi ogni secondo.
Finito ciò scrivo, suono e leggo fino a quando non svengo dal sonno.

Che poi a capire ci metto sempre troppo tempo.

E io odio il tempo.
E odio aspettare qualcosa o qualcuno.
Sento che ogni secondo che passa dovrei essere da un'altra parte per essere felice.
Quando lo sono...me ne dimentico.

Ho 31 anni e di senno ancora non ne vedo molto.

L'unica cosa che so fare è rigirare le situazioni a mio vantaggio e usare il dolore e il fastidio come ponte verso quello di cui ho bisogno.

E dei ponteggi che ti tolgono la luce della finestra ad una cosa possono servire.
ad arrivare per la prima volta
a sdraiarsi sul tetto di Cà del Lago

lunedì, maggio 2

Cà del Lago - 13

Genuflesso e senza nome
litri di sangue rimescolato
solo queste foglie sanno chi sei
ti chiamano ora e non puoi non ascoltare
il richiamo ti guida in fondo
in un turbine di gelo
che si attacca alle tue vene
e la brina su questi occhi
stanchi di roteare e di cercare
e la brina in queste orecchie
stanche di ascoltare e conservare
e la brina su questa tua pelle
così difficile da conquistare, così bollente da respingersi
e la brina nel profondo
che aspetta che il giorno si faccia
per potere ancora sciogliersi
slabbrando le dighe imperturbabili
che s'ergono millenarie nel tuo cuore
che è una fucina instancabile
che batte a ritmo del vento di Cà del Lago
ma che è racchiuso in uno scrigno di gelo
che nessuno mai è stato in grado di spalancare
perchè la vita ci costringe a rimaner prede
dimenticando ciò che siamo
e ciò che dovremmo essere

e rimarrà lì nel suo scrigno
meravigliosamente immutato
preziosamente abbandonato

aspettando oggi

per tornare lì dove tutto iniziò
in un bosco lontano
in cui nessuno avrà il coraggio di seguirti
dove ti perderai ancora una volta, o abile sciocco giovane uomo
che credevi che si risolvesse tutto con la luce d'una candela
Così ritornerai nel terrore di quegli alberi
che ti fanno sentire libero
libero di morire
libero d'inginocchiarti solo a te stesso
libero d'abbracciare questa linfa negata
libero di essere padrone delle tue lacrime
e libero di sognare
che la tua vita non si riduca solamente
alla fiamma fioca
d'una candela a cui non è rimasto nient'altro 
che essere spenta
da tutto questo freddo

venerdì, aprile 29

Cà del Lago - 12 (Three days)


con qualche ferita in più
sempre rimarginata ci siamo arrivati.
Ci sono 324 concomitanze questo weekend.
Quelle che capitano na volta ogni.
Tipo cometa di Halley.
Per questo non ho voglia di scrivere se non questa manciata di parole che stanno in gola e devo sputare.
quando ho iniziato a scrivere mesi fa c'era questa canzone alla radio
e non mi lascia più
e non la lascio più.
Ed è così che incredibilmente farò una pausa dalla scrittura
per vedere cosa mi succede
dentro
e fuori.

"the world is yours, brotha, take it"


giovedì, aprile 28

Cà del Lago -11

Cà del Lago non muore al buio
immagino la vita che mi sta intorno
alberipianteinsetticerviscoiattolilupitassivolpilepribarbagianniviperegufi.....
...
è che tutto da qui è diverso
ok è bello e tranquillo ma c'è, come al solito, dell'altro
una dimensione onirica inimmaginabile
...
uscire di notte con torcia e scarponi è un tesoro per pochi
quel terrore antropologico dell'oscurità, in me è passato da un pezzo
spesso rido
è solo che..
quando scopri delle meraviglie e non hai con chi condividerle
o meglio non hai a fianco chi potrebbe capire questa bellezza
ti rimane un piccolo senso di vuoto
utile a riempire la mente di ricchezza
inutile all'anima che ti appartiene
che ogni qual volta alzi gli occhi verso il cielo notturno
sogni semplicemente di dire:
<hai visto quante?>

giovedì, aprile 21

Cà del Lago - 10

Non era nei programmi.
addormentarsi
non lo è quasi mai nei miei programmi
il sonno è arrivato senza preavviso
nessuno sbadiglio preventivo
nessuna lacrima di stanchezza
tipo lattante sul seggiolone

Non era nei programmi.
sognare
non lo è quasi mai quando dormo
il sogno è arrivato senza preavviso

ma la domanda è... chi mi ha coperto?
io non mi ricordo di essermi coperto
e in casa non c'è nessuno
avrò dormito 15 minuti al massimo
tipo svenendo..come se non dovessi fare altro che fermarmi
e spegnermi un attimo
tipo salvaschermo a risparmio energetico

facciamo che adesso mi alzo da sto divano microscopico e vado a vedere il tramonto
facciamo che vado a festeggiare il sonno inaspettato
facciamo che mi porto dietro una birra
facciamo che la moleskine e l'ipod restano a casa
facciamo che mi faccio bastare la natura

non mi ricordavo neanche più cosa significasse addormentarsi
col sole che dribbla i pini
e non mi ricordavo più cosa volesse dire la frase:
svegliarsi bene

Allo specchio ora sembro un chipmunk e grazie al dio del bosco
nessuno ora mi vede
che non devo fare una gran figura nel mio bozzolo di lana multicolore
e un chipmunk con l'allergia ai pioppi non si è mai visto perdio
e tantomeno con la maglietta di darksideofthemoon

si festeggia la liberazione cari aficionados
la liberazione dall'insonnia e dai pioppi che ti rimboccano le coperte

...

ho sonno


mercoledì, aprile 20

Cà del Lago - 9

che ci sono notti che le parole muoiono
in un precipitar di pensieri
e Dave Pajo e company si fanno posto nel mio letto

martedì, aprile 12

Cà del Lago - 7

siamo soli adesso
finally io e te scrittore da quattro soldi
cantante da 8
ora che fai
aspetti quest'ora per rasserenarti
esci di notte senza torcia e fai abituare le pupille al buio
non devi avere paura
non c'è niente da temere brotha
gli animali e le piante ti osservano
cammini piano per farti riconoscere
scavalchi quel che c'è da scavalcare
e ti senti vivo dai talloni al ciuffo
sorridi come uno scoiattolo
ti siedi e ti ascolti
sei felice ora che tutti dormono
sei felice di essere sveglio
penserai prima di tutti a come vivere il giorno che sta arrivando
è lì dietro la collina che aspetta solo che tu ti distragga un po'
indossi un paio di spalle nuove per l'occasione

non c'è niente di cui avere paura
è solo una canzone

prendi la coperta novello Linus Van Pelt
accendi le candele gemelle
il tuo fottuto rito notturno
ti arrotoli nel bozzo con solo la lana a contatto della tua pelle

non chiudere la finestra
o non entrerà nessuno

se il mondo vivesse a quest'ora
e qui
saprebbe che la paura è sopravvalutata
necessaria
inevitabile
ma inutile
al cospetto di questa notte
così necessaria
inevitabile
ma inutile
al cospetto di questo cuore
così necessario
inevitabile
ma inutile
al cospetto di questa vita
così necessaria
inevitabile
ma inutile
al cospetto di questa notte


giovedì, marzo 31

Cà del Lago - 5

Ci è permesso saltare..ci è permesso ridere, urlare e correre.
Nessuno può avere il diritto di cambiare il tuo umore, neanche tu.
Soprattutto tu.
Oggi è una giornata magnifica..come una foto
se sorridi viene meglio
naturale viene meglio.
Spalanco le finestre faccio entrare il caldo.
Adoro quando è così.
Quando il sole non chiede permesso.
Quando ti devi arrendere agli alberi.
Quando il suono di un tagliaerba non ti da più fastidio.

Pausa.
[wok+cavolo cappuccio+scalogno+germogli di soia+salsa di soia+noodles di riso]


Nessuno può dire
c'è solo una canzone che vale la pena di cantare
potrebbero provare a ingannarti
perché potresti smettere di cercare qualcuno come te

Ma tu dovrai fare il tuo tipo di musica
cantare la tua speciale canzone
fare il tuo tipo di musica
anche se nessuno altro canta più

sarai in un luogo inesistente
la solitudine più sola
potrà essere dura andare avanti
solo per fare ciò in cui credi

Ma tu dovrai fare il tuo tipo di musica
cantare la tua speciale canzone
fare il tuo tipo di musica
anche se nessuno altro canta più

Perciò se non puoi tenere la mia mano
e devi andare via
io lo capirò

mercoledì, marzo 30

Cà del Lago - 4

Dopo 2 mesi che sto qui, stamane ho conosciuto il padrone di casa.
Sulla 50ina, molto schivo, dotato di tic vari.
Vive nell'altra porzione del casale più vecchio del bosco.

Per risultare simpatico, capito il mio amore per il wildness, mi ha detto che, qualche domenica fa, ha trovato la carcassa di un cervo maschio adulto sbranata a 20 metri dalla MIA porta.

dice: ah, lupi
io: ehhehehe
Lui: :-|
io: ah.

lui: vabbè ma è peggio il cinghiale di un quintale che gira spesso qui di notte.
io: guardi che lo pago l'affitto ehehhehhe
lui: :-|
io: eh...ah.

Da quando hai la patente (13 anni?) e da quando hai scoperto l'ansia
ad un certo punto della tua vita hai deciso che i calmanti ti facevano vomitare.
Pensasti che la cura dovesse essere più radicale...uno shock.
Hai preso Jane (la mia punto verde) e se i andato sul Passo della Futa, hai parcheggiato ti sei diretto nel bosco senza mai voltarti.
ti eri volutamente perso.
L'ansia è arrivata, come il buio del resto.
Eri sicuro di morire
Ti sedesti.
Mancavano 50 metri alla macchina ma ancora non lo sapevi.
Respiravi talmente forte da riempire tutto il bosco.
Poi ti sei calmato e con profonda rassegnazione ti sei diretto a caso, con gambe molli.
cedevoli.
Hai visto Jane.
Hai pianto.
E ti sentisti bene.
No bene è poco.
Perfetto...ti sentisti perfetto.

Da allora quando il baratro è vicino lo rifai.

L'hai rifatto molte volte.
L'ultima a settembre..e andasti dopo San Lorenzo a pochi chilometri da Firenze.
Per capire l'ampiezza del baratro.

Quando ti perdi e ti devi svegliare dal loop skizzoide che ti ha preso, ti senti vivo.
Quando trovi la strada ti senti forte.

Quando torni in città sei perfetto.

almeno per un po'

Cà del Lago - 3










(qui davanti a me, ora)






LONG NIGHTS / LUNGHE NOTTI

Non avere paura

Per quando sono da solo
Starò meglio di quanto non stessi prima

Ho questa vita
Andrò in giro per crescere
Chi ero prima
Non riesco a ricordarlo

Lunghe notti mi permettono di sentire...
Sto cadendo... sto cadendo
Le luci si spengono
Mi lasciano sentire
Sto cadendo
Sto cadendo al sicuro per terra
Ah...

Prenderò questa anima che è dentro di me ora
Come un amico nuovo
Che conoscerò per sempre

Ho questa vita
E la volontà di dimostrare
Che sarò sempre migliore di prima

Lunghe notti mi permettono di sentire...
Sto cadendo... sto cadendo
Le luci si spengono
Mi lasciano sentire
Sto cadendo
Sto cadendo al sicuro per terra

Eddy Vedder


domenica, marzo 27

Cà del Lago - 2

E' qui che sto.
A Cà del Lago intendo.
Continuo a chiamarlo così perchè mi piace, fa tanto le Nebbie di Avalon e un po' Fenoglio.
E' a 5 minuti di macchina dal centro di San Lazzaro.
Ma è nel bosco.
Gli avvistamenti in quasi 2 mesi sono stati:
4 scoiattoli, 3 volpi, un tasso, una civetta, decine di lepri (tra cui il leprotto smagrito-suicida che tenta , ogni volta che torno sbronzo, di buttarsi sotto la mia ruota con un salto goffissimo...io lo chiamo Sandrino)fagiani, ghiandaie, pettirossi e uno stracazzo di airone cenerino.
C'è silenzio.
...
L'altro giorno ho sentito un rumore fortissimo fuori dalla finestra.
Poi mi sono accorto che pioveva.
...
E il freddo?
Ci sono giorni che dentro casa fa così tanto freddo da non riuscire a fare nulla
dormire
mangiare
cucinare
suonare
leggere
è TROPPO freddo per qualsiasi cosa.
Con le prime giornate di primavera l'aria si è scaldata solo fuori.
C'ho la catapecchia col jet-leg

E' quello che voglio.
Voglio sorprendermi ogni volta di tornare a casa e notare che c'è la luna piena, così potrò riconoscere in quel buio, solitamente infrangibile, la chiave giusta del portone
Voglio non chiudere mai gli scuri perchè svegliarsi col giorno è uno stracazzo di dovere in un posto così.
Voglio potere notare che un alberello può fiorire in 24 ore (3 giorni fà)
Voglio avere tutto questo freddo perchè mi tiene sempre con le orecchie dritte
E non voglio più smettere di annusare e sentire quello che sento io ora.

Conosci te stesso e conoscerai l'universo

Quasi mai nessuno pensa all'accezione che preferisco per questa massima tatuata.
tutti dicono : se ti conosci bene puoi conoscere tutto..
....
a me piace pensare:
non potrai mai conoscere tutto te stesso come non potrai mai conoscere tutto l'universo

e poi diciamo la verità a me basterebbe il Messico, il Tibet e forse Andromeda..
E la gita organizzata della via lattea con conseguente vendita di piatti abbinata.

E forse conoscere perchè quando ho 39° di febbre vedo querce cadermi addosso.



sabato, marzo 26

Cà del Lago - 1

Verso Cà del Lago.
30 minuti fà.
Pearl Jam - Light Years















Diventare ciò che desideri crea enormi problemi.
La crescita dell'autostima ti rende ipercritico.
Stasera i Comaneci sono stai una bomba.
E sono ipercritico.

Limbo. Corn Flakes + Nick Drake.

Dicevo.
Che poi boh da dove arrivà questa elettricità?
Che a vivere nel bosco ti "regoli alle temperature e alle frescure delle notti"(F.B.)?

Intanto sono qui.
Fisso la coperta regalatami da una vecchina.
Non riesco nemmeno a contare quanti colori diversi di lana ci siano.
(Mi ha confidato che l'ha fatta ascoltando i Grateful Dead live in Ponticella ma io non gli ho creduto)
E se tutto questa ricerca di equilibrio fosse disarmonica.
Forse lo sbilanciamento è necessario. Forse abbiamo anime basculanti, col baricentro romantico, invertito. Forse i nostri squilibri sono equilibrio.
Ma poi lo sbilanciamento è così tanto brutto?
E se sta coperta avesse quelle belle intonazioni di colore come l'Ikea?
E se non fosse un pugno in un occhio anche per un peruviano strafatto di Hoffman 2000?

Io scelgo la coperta ma mica perchè mi piacciono le cose vere e l'amaro averna.
Ma perchè è disarmonica.
Perchè sommare le disarmonie mi dà coraggio.
Perchè non te lo aspetti quel giallino di fianco al fuxia e 2 tipi di verde similissimi.
Perchè quando domani la guarderò appena sveglio me la metterò sulla testa aprirò gli scuri e i Grateful Dead se la verranno a riprendere.
E io mi farò saltare in aria davanti all'Ikea.
Armonico.

sabato, febbraio 5

La coperta e la Merla


Ok è il momento.
Sospiri e guardi tua madre distogliere lo sguardo. L’ennesima volta.
Potresti chiedere aiuto a qualcuno, ma non lo fai.
Inclini i sedili della tua macchina e la stivi e ti stivi, come se dovessi salpare sul Pequod.
Scatoloni e scatoline.
Avevamo detto solo il necessario e ragioni sulla quantità di oggetti che s’accumulano nel corso di 30 anni.
I nervi che indossi per l’occasione sono quelli della festa.
Traversi la zona est della tua città e arrivi.
La radio continua a sostenere che sarà la notte più fredda dell’anno.
Il bosco di sera è nettamente diverso da come lo ricordavi.
Il coinquilino non c’è e tornerà solo domani sera.
Spalanchi il vecchio portone e una famiglia di ragni s’inchina al tuo passaggio, convinta che li risparmierai, un po’ per i soldi e un po’ per arginare le zanzare.
La camera è vuota, se non si tiene conto del letto, l’armadio e la statua del Buddha Bambino, trovata da un rigattiere e adottata come buon augurio.
maledicendo gli speaker radiofonici, tiri fuori la musica e la coperta.
La fissi.
 Non riesci nemmeno a contare quanti colori diversi di lana ci siano.
E ti domandi se tutta questa ricerca di equilibrio sia armonica.
“Forse lo sbilanciamento è necessario” ti dici. “Forse abbiamo anime basculanti, col baricentro romantico, invertito. Forse i nostri squilibri sono equilibrio” continui a ripeterti mentre il pianoforte ti riempie le orecchie.
Lasci volontariamente gli scuri spalancati.
Il termometro segna  -15° fuori e 12 ° dentro.
T’arrotoli la coperta fino al naso senza mai togliere gli auricolari.
Hai paura mentre il vento si schianta contro la parete ovest del casale e sovrasta anche la manciata di mp3 che hai scelto.
Sei fottutamente solo e al buio e intorno a te non c’è nulla.
Poi rifletti e immagini cosa ti circonda e ti arrendi alla definizione convenzionale di solitudine e di silenzio.
Nel bosco tutto ciò non esiste, la vita non si ferma, il suono nemmeno e non si è mai soli.

Il sole grigio del primo febbraio entra senza bussare.
Ti svegli prima della sveglia e guardi fuori.
Sul tuo letto nuovo, senza lenzuola, la coperta ti guarda.
Ti domandi ancora del come si possa scegliere un accostamento di colori così bislacco.
 “E se questa coperta avesse quelle belle intonazioni di colore come quelle dell'Ikea?”
“E se non fosse un pugno in un occhio anche per un peruviano strafatto acido?”

Questo è il primo giorno di un’altra vita.
Una vita che hai scelto .
Prima di andare a timbrare il cartellino ti fermi sul ponte del torrente che delimita il podere.
Scendi e accendi una sigaretta.
E t’accorgi che non c’è armonia nella natura, se non il suo essere disarmonica.
La disarmonia è naturale e infonde coraggio.
Come la coperta.
Come il cuore affamato di rinascita.
E i colori non si scelgono.
Si trovano.