hai tutto ciò che odio
hai tutto ciò che amo
non sei nessuno
e io me ne sbatto delle sottigliezze.
facciamo finta, come tutti.
tu e io
0 coraggio sotto al sole
0 speranze
ora c'è solo freddo e a me va benissimo.
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domenica, novembre 20
lunedì, luglio 4
Frantic, calm
Qui ora
è un silenzio (no non cè...è!)
meraviglioso...
è la prima volta che sento bene li scrosci del torrente.
Ho la vaga sensazione, quando c'è quest'amosfeta pacifica, che non possa durare molto.
E mi odio e odio questo mio attaccamento verso l'impermanenza.
Forse è per questo che il cambiamento è solo frutto di mille sottocambiamenti...che fanno girare le ruotine dentate del concetto di causa-effetto chiamato così dagli assenati e destino chiamato da quelli
che non hanno un cazzo da fare mentre ascoltano gli scrosci di un torrente
pentendosi di non essere più solo fuoco e istinto
è un silenzio (no non cè...è!)
meraviglioso...
è la prima volta che sento bene li scrosci del torrente.
Ho la vaga sensazione, quando c'è quest'amosfeta pacifica, che non possa durare molto.
E mi odio e odio questo mio attaccamento verso l'impermanenza.
Forse è per questo che il cambiamento è solo frutto di mille sottocambiamenti...che fanno girare le ruotine dentate del concetto di causa-effetto chiamato così dagli assenati e destino chiamato da quelli
che non hanno un cazzo da fare mentre ascoltano gli scrosci di un torrente
pentendosi di non essere più solo fuoco e istinto
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bipolarità e schizofrenie
Monsieur Luna Storta 2
gente inutile
ma dove cazzo sto?
ma dove vado?
ma io non sono mica fatto per
conto in banca/mutuo/moglie/ferie in riviera/debiti/pensione all'arci
preferirei morire di stenti in una fogna di Giakarta che attaccato al tubo del Sant'Orsola
io
tanto vale dormire oggi
Si, tutto questo va via
Assieme a più del niente nella mia vita
Argilla non colorata
Individualità non sicura
Adesso scommetto che mi hai frainteso
Così insicura corri verso
Qualcosa che sia forte
Non posso lasciar perdere
Logora tappezzeria si sta srotolando lenta
Sento il cervello torturato
Mostra la tua pancia
Come se anche tu mi volessi
Adesso scommetto che mi hai frainteso
Così insicuri raggiungiamo
Qualcosa che sia forte
Non mi sentivo così da molto tempo
Sbagliato, nel senso di
Troppo allontanato dall’amore
Che non dura per sempre
Qualcosa è cambiato nel verso giusto
Tu hai il sapore dello zucchero
La dolcezza spesso non tocca la mia faccia
Resta se ti fa piacere
Potresti non esserci quando partirò
Adesso scommetto che mi hai frainteso
Così insicuri raggiungiamo
Qualcosa che sia forte
Non mi sentivo così da molto tempo
Sbagliato, nel senso di
Troppo allontanato dall’amore
Che non dura per sempre
Qualcosa è cambiato nel verso giusto
tanto vale dormire oggi
Si, tutto questo va via
Assieme a più del niente nella mia vita
Argilla non colorata
Individualità non sicura
Adesso scommetto che mi hai frainteso
Così insicura corri verso
Qualcosa che sia forte
Non posso lasciar perdere
Logora tappezzeria si sta srotolando lenta
Sento il cervello torturato
Mostra la tua pancia
Come se anche tu mi volessi
Adesso scommetto che mi hai frainteso
Così insicuri raggiungiamo
Qualcosa che sia forte
Non mi sentivo così da molto tempo
Sbagliato, nel senso di
Troppo allontanato dall’amore
Che non dura per sempre
Qualcosa è cambiato nel verso giusto
Tu hai il sapore dello zucchero
La dolcezza spesso non tocca la mia faccia
Resta se ti fa piacere
Potresti non esserci quando partirò
Adesso scommetto che mi hai frainteso
Così insicuri raggiungiamo
Qualcosa che sia forte
Non mi sentivo così da molto tempo
Sbagliato, nel senso di
Troppo allontanato dall’amore
Che non dura per sempre
Qualcosa è cambiato nel verso giusto
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quotes
domenica, luglio 3
Too much
troppa erba
troppi ormoni
troppi pensieri
troppe domande
troppo poche risposte
troppi dubbi
troppe aspettative
troppa erba
troppo orgoglio
troppo tutto retrò
troppa attitudine
troppo poche comprensioni
troppi sorrisi sprecati
troppa noia sottovalutata
troppe parole
troppe parole
troppe parole
troppa erba
troppe parole
troppo poche le tue
troppo poche le mie
e tantissima fame di non so cosa
e troppa, ma veramente tanta, erba
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bipolarità e schizofrenie
venerdì, luglio 1
Noi e tutto questo
Non siamo qui per vivere
guardiamo questo schermo
per non vivere
e moriamo ogni giorno un poco
guardiamo questo schermo
per non vivere
e moriamo ogni giorno un poco
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bipolarità e schizofrenie
mercoledì, giugno 29
lunedì, giugno 27
mercoledì, giugno 22
La Via degli Dei

Raggiungi a piedi luoghi vicini e lontani, per strade secondarie o lungo i crinali. Pianta la tenda. Accendi il fuoco. E questo lo chiamano silenzio. Dividi il cibo con gli amici. Questa terra è la nostra terra. Ascolta la fatica e la fatica ti parlerà da sorella.
E.B.
La progetti da 6 anni
e stavolta lo farai
Da qualche parte in cantina dei tuoi
c'è una scatola con le carte kompass militari di una delle vie più antiche della penisola
e una vecchia bussola.
La Via degli Dei parte da Badolo e arriva a Fiesole
9 fonti e 7 sorgenti d'acqua se ricordi bene.
Il picco è di 1190 m passata Madonna dei Fornelli.
Stai preparando tutto da un giorno
almeno mentalmente...anche se non sai se qualcuno t'accompagnerà
organizzi come fai di solito
come se fossi completamente solo.
Niente gps nè carte di credito nè ipod
un solo cellulare, stai valutando, ma forse neanche quello.
Solo il tuo ukulele sarà un suono estraneo nella natura
Vestiti pronti ad essere letteralmente buttati al tramonto
quando pianterai la tenda e accenderai il camping gas.
Il primi due giorni rimpiangerai tutto
le sigarette, i chili in più, le tue idee malsane...
ti dirai che non si possono "sprecare" le ferie per far una fatica immane.
Poi il tuo fiato si spezzerà in due
i pensieri e le ansie si smusseranno
Il tuo fiato tornerà puro così come il tuo cuore..
Ci vuole il fisico sostengono gli scettici
eh già...perchè i pellegrii nel medioevo passavano ore alla BodyPlanet prima di partire a piedi.
A piedi perchè il tempo è importante.
Da Bologna perchè è la tua città
Attraverso l'Appennino perchè è casa tua.
Verso Firenze perchè è la meta perfetta.
La Bellezza del corpo e dello spirito
E dovrai sgambettare se vorrai passare un ferragosto da panico con gli amici in movida.
Arriverai all'Anfiteatro di Fiesole al tramonto del 5° giorno
lì ti raserai i capelli e la barba a zero.
E ti aspetterà una macchina con qualche amico
deciso a canzonarti
e che non capirà mai che in 5 giorni
si può cambiare il corso del sangue nelle vene
Ma tu sorriderai e chiederai a gran voce
di dirigerti in spiaggia a bere birra.
Ma dentro di te saprai
che quello che vuoi è solo dentro di te
a portata di piedi
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bipolarità e schizofrenie
mercoledì, giugno 15
Lupi alla catena
Perchè l'impressione fotte
perchè si può essere anche dei puri anti conformisti ma prima o poi, l'ambiente ti fotte
perchè è meglio non capire per non essere fottuto
perchè non c'è bisogno di spiegare
ciò che non esiste
[torcia, ipod, pedule
freddo incrostato di luce
nebbia che t'accerchia
rumori primari che, dopo 5 mesi riconosci]
dicevo...
ora come mi metto?
di schiena?
sul fianco?
magari appoggio il sinistro che tengo il cuore adeso al materasso
fingere di essere normale e dormire
fingere di essere insensibile e strapparti la pelle di dosso
sbandierare l'epidermide al chiar di luna
sicuro che possa calmare
calmarmi
perchè non funziona più sempre
Cà del Lago deficita un po' in quanto calma notturna
anzi
non bisogna mai credere che annusare l'aria di un bosco a giugno di notte
fuori dalla tua porta
sia un bene
sento di non consigliarlo a nessuno
sentirsi partecipe della vita intorno
non fa altro
che agitare lo spirito
immagini il caldo quanto male ci farà
in questa estate
che si preannuncia
stramaledetta?
Immagini quanto possa essere meraviglioso
un errore
d'estate?
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bipolarità e schizofrenie
martedì, giugno 14
Aspettando nel fuoco
Io non lo so precisamente cosa è successo
so che oramai capita così
e sovente
che ci si perda nei bicchieri d'acqua e limone
che si perdano le occasioni per star bene
e nel silenzio assoluto
Sento di capire certe filosofie orientali
che predicano la privazione del desiderio per il raggiungimento del benessere
ma è lo stretto legame umano del fallimento che rende più viva la felicità
Sento che negli ultimi 2 mesi la cortina d'acciaio autocostruitasi intorno a me stesso
si è saldata con le mie vene
La gente mi chiede come mai sono cambiato
come faccio a gestire le emozioni
e quando la smetterò di privarmi di tante cose.
Fondamentalmente credo di essere diventato come un animale paziente
in grado di non muoversi
che ci sia il sole o la pioggia battente
Mille metodi sciocchi ma efficaci per tenermi in equilibrio
su non so bene cosa
pronto a saltare giù
Vorrei solo sbirciare il me stesso fra 2 mesi
e vedere se la corda regge
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bipolarità e schizofrenie
venerdì, giugno 3
domenica, maggio 22
Hang over
Ogni secondo al massimo
da 2 settimane mi sento un cavallo da tiro
e senza efedrina per giunta
Corro tutti i santi giorni e anche oggi che è domenica ho scelto di lavorare.
Il problema principale quando mi ritrovo a sudare 7 camicie per il mio lavoro
è la misantropia che sopraggiunge appena staccato il turno, a volte doppio altre triplo.
Sogno una tenda
magari vicino ad un lago
sogno dei falò e dei visi cari intorno ad esso
sogno i mie piedi congelati nell'acqua e le mie spalle ustionate dal sole a picco.
sogno di dormire col profumo degli abeti, sprigionato dall'umido notturno
sogno di svegliarmi all'alba e muovermi a ritmo della natura
le piante dei piedi color fuliggine
gli occhi e i capelli schiariti dal tramonto
le mani strofinate sulla lavanda secca
il sudore eliminato sotto una cascata
e il sonno naturale che ti fa svenire col sorriso
Lì sì che tornerei a respirare e sorridere
tornerei a far piegare la mia schiena solo per arrampicarmi in cerca di nespole
e ad avere voglia e pazienza di annusare la vita
in compagnia
da 2 settimane mi sento un cavallo da tiro
e senza efedrina per giunta
Corro tutti i santi giorni e anche oggi che è domenica ho scelto di lavorare.
Il problema principale quando mi ritrovo a sudare 7 camicie per il mio lavoro
è la misantropia che sopraggiunge appena staccato il turno, a volte doppio altre triplo.
Sogno una tenda
magari vicino ad un lago
sogno dei falò e dei visi cari intorno ad esso
sogno i mie piedi congelati nell'acqua e le mie spalle ustionate dal sole a picco.
sogno di dormire col profumo degli abeti, sprigionato dall'umido notturno
sogno di svegliarmi all'alba e muovermi a ritmo della natura
le piante dei piedi color fuliggine
gli occhi e i capelli schiariti dal tramonto
le mani strofinate sulla lavanda secca
il sudore eliminato sotto una cascata
e il sonno naturale che ti fa svenire col sorriso
Lì sì che tornerei a respirare e sorridere
tornerei a far piegare la mia schiena solo per arrampicarmi in cerca di nespole
e ad avere voglia e pazienza di annusare la vita
in compagnia
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bipolarità e schizofrenie
mercoledì, maggio 18
Mirrorghost
scorro
qualcosa cambia anche stavolta
faccio 3 passi ma sono 3 km
non so verso dove
non so tanto come
un'armatura invisibile mi tiene prigioniero
sento che lentamente chiude i legacci
intorno alle mie giunture
vuoto
semplicemente vuoto
quando sto così è "il respiro lungo prima del balzo"
ma non ho voglia di saltare
mi tengo legato a questa chitarra
che negli ultimi giorni è diventata la mia penna
e i miei racconti si perdono tra accordi barrè
e stesure di parti per viola e violino
voci che scrosciano insieme
trame di corde di nikel che mi catturano tutto quello che rimane
dopo i doppi turni al lavoro
Perchè ora il mio balzo è questo
mettere tutto quello che ho nella mia musica
è l'unica azione in cui mi concedo di amare
l'unica che riesce a soddisfare il mio istinto
la sola in cui mi lascio andare
e di cui mi posso fidare
Non ho nient'altro che questo e il mio lavoro ora
a fare fluire i canali emozionali
Ho iniziato a scrivere di meno qui perchè la musica, come una donna,
mi spilla sangue dalle vene
mi tiene immobile facendomi spaziare
tutte le mie finestre si stanno aprendo
e sento che sono nella direzione giusta
per centrare il secondo dei 5 obbiettivi del 2011
Compongo il personalissimo mosaico musicale
con canzoni e riff ripescati in tutti questi anni
brani scartati
altri sottovalutati
altri reinterpretati
come un minuzioso e implacabile riassunto
e bilancio
di 15 anni di plasma pompato su queste corde
di 15 anni concessi al turbine amoroso
di 15 anni di attesa
per mostrare a me stesso
chi sono
qualcosa cambia anche stavolta
faccio 3 passi ma sono 3 km
non so verso dove
non so tanto come
un'armatura invisibile mi tiene prigioniero
sento che lentamente chiude i legacci
intorno alle mie giunture
vuoto
semplicemente vuoto
quando sto così è "il respiro lungo prima del balzo"
ma non ho voglia di saltare
mi tengo legato a questa chitarra
che negli ultimi giorni è diventata la mia penna
e i miei racconti si perdono tra accordi barrè
e stesure di parti per viola e violino
voci che scrosciano insieme
trame di corde di nikel che mi catturano tutto quello che rimane
dopo i doppi turni al lavoro
Perchè ora il mio balzo è questo
mettere tutto quello che ho nella mia musica
è l'unica azione in cui mi concedo di amare
l'unica che riesce a soddisfare il mio istinto
la sola in cui mi lascio andare
e di cui mi posso fidare
Non ho nient'altro che questo e il mio lavoro ora
a fare fluire i canali emozionali
Ho iniziato a scrivere di meno qui perchè la musica, come una donna,
mi spilla sangue dalle vene
mi tiene immobile facendomi spaziare
tutte le mie finestre si stanno aprendo
e sento che sono nella direzione giusta
per centrare il secondo dei 5 obbiettivi del 2011
Compongo il personalissimo mosaico musicale
con canzoni e riff ripescati in tutti questi anni
brani scartati
altri sottovalutati
altri reinterpretati
come un minuzioso e implacabile riassunto
e bilancio
di 15 anni di plasma pompato su queste corde
di 15 anni concessi al turbine amoroso
di 15 anni di attesa
per mostrare a me stesso
chi sono
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bipolarità e schizofrenie
lunedì, maggio 16
Hands on, hands off
Quella notte eravamo io e lei nel letto
dopo aver fatto l'amore lei, come al solito, apriva la porta della terrazza per fumare
di solito mi alzavo anche io
e fumavamo vicini, mezzi nudi, senza mai dire niente
quella notte parlammo molto intesamente
in realtà io ero un bravissimo oratore
e lei un'ottima ascoltatrice
le lessi queste pagine come ultima porta da aprire dentro di me
è stata una notte intensa e con un alba irripetibile
credo che con certe persone si possa toccare un apice talmente alto
da non poterlo più raggiungere
e rimanerne irrimediabilmente delusi.
...rimanemmo in silenzio fino allo spuntare del sole
poi ci sdraiammo
ancora una volta
in più
I
Solo l'amare, solo il conoscere
conta, non l'aver amato,
non l'aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. L'anima non cresce più.
Ecco nel calore incantato
della notte che piena quaggiù
tra le curve del fiume e le sopite
visioni della città sparsa di luci,
scheggia ancora di mille vite,
disamore, mistero, e miseria
dei sensi, mi rendono nemiche
le forme del mondo, che fino a ieri
erano la mia ragione d'esistere.
Annoiato, stanco, rincaso, per neri
piazzali di mercati, tristi
strade intorno al porto fluviale,
tra le baracche e i magazzini misti
agli ultimi prati. Lì mortale
è il silenzio: ma giù, a viale Marconi,
alla stazione di Trastevere, appare
ancora dolce la sera. Ai loro rioni,
alle loro borgate, tornano su motori
leggeri - in tuta o coi calzoni
di lavoro, ma spinti da un festivo ardore
i giovani, coi compagni sui sellini,
ridenti, sporchi. Gli ultimi avventori
chiacchierano in piedi con voci
alte nella notte, qua e là, ai tavolini
dei locali ancora lucenti e semivuoti.
Stupenda e misera città,
che m'hai insegnato ciò che allegri e
feroci
gli uomini imparano bambini,
le piccole cose in cui la grandezza
della vita in pace si scopre, come
andare duri e pronti nella ressa
delle strade, rivolgersi a un altro uomo
senza tremare, non vergognarsi
di guardare il denaro contato
con pigre dita dal fattorino
che suda contro le facciate in corsa
in un colore eterno d'estate;
a difendermi, a offendere, ad avere
il mondo davanti agli occhi e non
soltanto in cuore, a capire
che pochi conoscono le passioni
in cui io sono vissuto:
che non mi sono fraterni, eppure sono
fratelli proprio nell'avere
passioni di uomini
che allegri, inconsci, interi
vivono di esperienze
ignote a me. Stupenda e misera
città che mi hai fatto fare
esperienza di quella vita
ignota: fino a farmi scoprire
ciò che, in ognun, era il mondo.
Una luna morente nel silenzio,
che di lei vive, sbianca tra violenti
ardori, che miseramente sulla terra
muta di vita, coi bei viali, le vecchie
viuzze, senza dar luce abbagliano
e, in tutto il mondo, le riflette
lassù, un po' di calda nuvolaglia.
È la notte più bella dell'estate.
Trastevere, in un odore di paglia
di vecchie stalle, di svuotate
osterie, non dorme ancora.
Gli angoli bui, le pareti placide
risuonano d'incantati rumori.
Uomini e ragazzi se ne tornano a casa
- sotto festoni di luci ormai sole -
verso i loro vicoli, che intasano
buio e immondizia, con quel passo blando
da cui più l'anima era invasa
quando veramente amavo, quando
veramente volevo capire.
E, come allora, scompaiono cantando.
II
Povero come un gatto del Colosseo,
vivevo in una borgata tutta calce
e polverone, lontano dalla città
e dalla campagna, stretto ogni giorno
in un autobus rantolante:
e ogni andata, ogni ritorno
era un calvario di sudore e di ansie.
Lunghe camminate in una calda caligine,
lunghi crepuscoli davanti alle carte
ammucchiate sul tavolo, tra strade di
fango,
muriccioli, casette bagnate di calce
e senza infissi, con tende per porte...
Passano l'olivaio, lo straccivendolo,
venendo da qualche altra borgata,
con l'impolverata merce che pareva
frutto di furto, e una faccia crudele
di giovani invecchiati tra i vizi
di chi ha una madre dura e affamata.
Rinnovato dal mondo nuovo,
libero - una vampa, un fiato
che non so dire, alla realtà
che umile e sporca, confusa e immensa,
brulicava nella meridionale periferia,
dava un senso di serena pietà.
Un'anima in me, che non era solo mia,
una piccola anima in quel mondo
sconfinato,
cresceva, nutrita dall'allegria
di chi amava, anche se non riamato.
E tutto si illuminava, a questo amore.
Forse ancora di ragazzo, eroicamente,
e però maturato dall'esperienza
che nasceva ai piedi della storia.
Ero al centro del mondo, in quel mondo
di borgate tristi, beduine,
di gialle praterie sfregate
da un vento sempre senza pace,
venisse dal caldo mare di Fiumicino,
o dall'agro, dove si perdeva
la città fra i tuguri; in quel mondo
che poteva soltanto dominare,
quadrato spettro giallognolo
nella giallognola foschia,
bucato da mille file uguali
di finestre sbarrate, il Penitenziario
tra vecchi campi e sopiti casali.
Le cartacce e la polvere che cieco
il venticello trascinava qua e là,
le povere voci senza eco
di donnette venute dai monti
Sabini, dall'Adriatico, e qua
accampate, ormai con torme
di deperiti e duri ragazzini
stridenti nelle canottiere a pezzi,
nei grigi, bruciati calzoncini,
i soli africani, le piogge agitate
che rendevano torrenti di fango
le strade, gli autobus ai capolinea
affondati nel loro angolo
tra un'ultima striscia d'erba bianca
e qualche acido, ardente immondezzaio...
era il centro del mondo, com'era
al centro della storia il mio amore
per esso: e in questa
maturità che per essere nascente
era ancora amore, tutto era
per divenire chiaro - era,
chiaro! Quel borgo nudo al vento,
non romano, non meridionale,
non operaio, era la vita
nella sua luce più attuale:
vita, e luce della vita, piena
nel caos non ancora proletario,
come la vuole il rozzo giornale
della cellula, l'ultimo
sventolio del rotocalco: osso
dell'esistenza quotidiana,
pura, per essere fin troppo
prossima, assoluta per essere
fin troppo miseramente umana.
1956
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bipolarità e schizofrenie
domenica, maggio 15
Albamancata
fin dalla nascita
sogni strade mai viste dove perderti ad annusare la vita
sogni un viso familiare che ti sorride ogni qual volta
hai paura di perderti
sogni un'alba diversa, in una giornata diversa
una di quelle albe irresistibili
dove senti che qualcosa cambia
dove percepisci di essere accolto da ciò che ti sta intorno
Proprio quando senti che il sonno ti prende la schiena
e appoggia le sue mani sopra le tue palpebre
ci pensa il sole a svegliarti
Ogni giorno sorge eh
ma solo quando hai il coraggio di vederlo nascere
ti accorgi di cosa significa
Ogni giorno è lì, in alto
ma solo quando hai il coraggio di guardarlo
ti accorgi di cosa significa
Capita spesso di dare per scontate le cose che ci circondano
soprattutto se belle
soprattutto se permanenti
sai che ci sono e non le osservi più di tanto
Bisogna fermarsi cazzo e celebrarle
questa vita e i suoi doni hanno bisogno di paganesimo
di riti di ringraziamento
la terra ha bisogno di devozione
Bisogno di immergere i piedi nel guano e sentire gli insetti salire dalle caviglie
e resistere
Essere parte consapevole del ciclo e servi degli alberi
Di lucidare gli occhi davanti all'aurora
Di sentirci talmente piccoli da riuscire ad amare fino in fondo e carnalmente
un nuovo giorno che ci è concesso per stare qui
sopra
Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia... datemi solo la Verità.
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bipolarità e schizofrenie
mercoledì, maggio 11
Mi turbo col turbo
Io neanche sapevo di avere una turbina
altrimenti mi sarei fregiato di avere un mezzo turbo diesel
in realtà la mia macchina non mi rappresenta
è stato un autoregalo dopo 10 anni di punto verdina
10 anni di bestemmie, anche se pieni di bei ricordi
E' maraglia la mia macchina..con tutti quegli accessori e il computer di bordo che mi sgrida come mia nonna
Quando qualcuno mi conosce prima di averla vista, sistematicamente si stupisce nel vederla
La psicologia mi piace molto
analizzo ogni movimento delle persone che mi si pongono davanti
ma preferisco farlo su di me
Dopo il panico nell'aver visto fumo nero uscire dalla macchina in corsa
ci sono stati 3 secondi stranissimi
- passati subito eh-
in cui guardandola sul ciglio della strada, con indosso il giubbetto catarifrangente
mi sono sentito sollevato
una calma stranissima...poi cancellata dalla miriade di chiamate a
assicurazione
carro attrezzi
coinquilino meccanico
amici che mi aspettavano
padre ansioso
amico che lavora alla Unipol
La disamina psicologica è che dipendo dal guidare e quindi dalla mia macchina
ma che preferirei andare a piedi e non fare le cose di corsa
La disanima occulta e karmica invece è che non sono fatto per correre
non so di avere una turbina e forse è meglio altrimenti me ne bullerei
e dimenticherei che le cose hanno un tempo stabilito
e non si può sempre pensare di correre più forte delle dinamiche che ci circondano
e poi camminare nel bosco all'alba è più terapeutico di correre in tangenziale al tramonto
e io più che essere turbo
sono fuso e ho bisogno di stare in officina sul ponte mobile
e RIPOSARMI
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lunedì, maggio 9
Futuro dove sei
Io lo so che sarà durissima
mio padre lavora all'INPS da 25 anni e me lo ripete sempre che non avrò una pensione
Io lo so che per sbarcare il lunario sarò costretto a fare turni che nemmanco a Pechino
e sarò costretto a suonare sempre di meno
ad avere una vita privata alla Cronenberg
Io lo so che un mutuo non riuscirò mai a pagarlo
che il mio lavoro tenterà di rendermi ciò che non sono
che la vita proverà a spillarmi quanto più sangue ho
quanto più calore ho
I nostri genitori, anche nella miseria, se possedevano un lavoro
potevano permettersi una famiglia e una casa e potevano permettersi la felicità
I nostri nonni allugavano con l'acqua del pozzo il brodo di cipolla
si piegavano la schiena nei campi, nuotando a dorso nel letame
ma la loro felicità era pura e incondizionata
Per noi tutto questo non c'è
per noi che mangiamo carne rossa ogni giorno, che abbiamo telefoni computer e automobili
per noi che schioccando le dita ci permettiamo di attraversare il mondo in aereo
per noi che se vogliamo sentire la musica leggere studiare e imparare dobbiamo solo
collegarci ad un terminale
per noi che non dobbiamo fare rivoluzioni
perchè chi è venuto prima di noi le ha fatte per conto nostro
per noi che ci perdiamo in un becchiere d'acqua, riempendoci di ansioliti e antidepressivi
per noi che abbiamo paura di legarci e di responsabilizzarci
che non sappiamo cosa sia l'onore la dignità e il rispetto
per noi che abbiamo così tanta libertà da non saperne più che farne
per me che potrei spaccare una montagna con solo la forza del mio fiato
ma che mi fermo di fronte alla prima buca
La vita t'inghiotte come il mare, che quando annaspi ti tira giù tra le correnti
e tu puoi scegliere
o ti lasci andare
o nuoti controcorrente
tenendo ben presente che le tue forze non ti sosterranno a lungo
Noi non abbiamo la fortuna dei nostri genitori e il coraggio dei nostri nonni
Ma abbiamo la conoscenza e la fortuna di avere la consapevolezza di quanto sia piccolo e immenso
questo pianeta
Noi possiamo fare qualcosa.
Le risorse dello stato stanno finendo.
Stiamo seduti e ascoltiamo il cronista parlare di guerra come se fosse normale
Non abbiamo lavoro e di conseguenza casa e futuro
Il pianeta ci sta ricordando che gli unici parassiti siamo noi
e piano piano muore, per causa nostra
Di fare figli non se ne parla
Di vivere in fratellanza non sappiamo cosa voglia dire
Non abbiamo più memoria di ciò che è successo prima di noi
e intanto tutto crolla e il tempo passa inesorabile
sulle nostre misere esistenze di parassiti appunto.
e quindi?
e quindi bisogna fare qualcosa e bisogna farla bene
bisogna ricordare
fare il percorso a ritroso
e ritrovare
cosa abbiamo perso
mio padre lavora all'INPS da 25 anni e me lo ripete sempre che non avrò una pensione
Io lo so che per sbarcare il lunario sarò costretto a fare turni che nemmanco a Pechino
e sarò costretto a suonare sempre di meno
ad avere una vita privata alla Cronenberg
Io lo so che un mutuo non riuscirò mai a pagarlo
che il mio lavoro tenterà di rendermi ciò che non sono
che la vita proverà a spillarmi quanto più sangue ho
quanto più calore ho
I nostri genitori, anche nella miseria, se possedevano un lavoro
potevano permettersi una famiglia e una casa e potevano permettersi la felicità
I nostri nonni allugavano con l'acqua del pozzo il brodo di cipolla
si piegavano la schiena nei campi, nuotando a dorso nel letame
ma la loro felicità era pura e incondizionata
Per noi tutto questo non c'è
per noi che mangiamo carne rossa ogni giorno, che abbiamo telefoni computer e automobili
per noi che schioccando le dita ci permettiamo di attraversare il mondo in aereo
per noi che se vogliamo sentire la musica leggere studiare e imparare dobbiamo solo
collegarci ad un terminale
per noi che non dobbiamo fare rivoluzioni
perchè chi è venuto prima di noi le ha fatte per conto nostro
per noi che ci perdiamo in un becchiere d'acqua, riempendoci di ansioliti e antidepressivi
per noi che abbiamo paura di legarci e di responsabilizzarci
che non sappiamo cosa sia l'onore la dignità e il rispetto
per noi che abbiamo così tanta libertà da non saperne più che farne
per me che potrei spaccare una montagna con solo la forza del mio fiato
ma che mi fermo di fronte alla prima buca
La vita t'inghiotte come il mare, che quando annaspi ti tira giù tra le correnti
e tu puoi scegliere
o ti lasci andare
o nuoti controcorrente
tenendo ben presente che le tue forze non ti sosterranno a lungo
Noi non abbiamo la fortuna dei nostri genitori e il coraggio dei nostri nonni
Ma abbiamo la conoscenza e la fortuna di avere la consapevolezza di quanto sia piccolo e immenso
questo pianeta
Noi possiamo fare qualcosa.
Le risorse dello stato stanno finendo.
Stiamo seduti e ascoltiamo il cronista parlare di guerra come se fosse normale
Non abbiamo lavoro e di conseguenza casa e futuro
Il pianeta ci sta ricordando che gli unici parassiti siamo noi
e piano piano muore, per causa nostra
Di fare figli non se ne parla
Di vivere in fratellanza non sappiamo cosa voglia dire
Non abbiamo più memoria di ciò che è successo prima di noi
e intanto tutto crolla e il tempo passa inesorabile
sulle nostre misere esistenze di parassiti appunto.
e quindi?
e quindi bisogna fare qualcosa e bisogna farla bene
bisogna ricordare
fare il percorso a ritroso
e ritrovare
cosa abbiamo perso
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venerdì, maggio 6
Elenco dei posti dove non tornerò mai
- chirurgia dell'ospedale sant'Orsola dove ho passato natali, compleanni e tutte le feste comandate
- il canile di Trebbo di Reno
- un qualsiasi confessionale
- il tratto ferroviario tra Bruxelles e Hasselt simile ad un unica ciminiera
- Manfredonia in Puglia
- l'albergo Nohza di Hammamet in Tunisia
- un concerto dei Placebo
- il parco Bois de Boulugne di Parigi dopo il tramonto
- il bar "lurido" di ponticella
- il benzinaio razzista Q8 di fianco l'ospedale Bellaria
- il bagno di Vasilis in Monastiraki ad Atene
- il garage del fratello di mio nonno dove ammazzavano i conigli
- gli uffici della stazione di Bologna di notte
- il carcere abbandonato a Melfi
- in quel letto
- lo stadio di Verona
- i musei vaticani alle 16:00 di sabato durante le feste di Natale da solo
- gli uffici del Centro Nova con di fianco una guardia giurata
- il bar a porta Maggiore
- Mantova di venerdì sera ad ottobre da solo con 2 mt di visibilità
- autostrada A1 direzione Milano ore 01:00 con neve
- Villa Clara a cercare sedute spiritiche
- un concerto dei With Love
- la camera mortuaria di Garbagnate Milanese
- il bar della stazione di Albenga
- l'ufficio del preside De Notaris del Liceo Scientifico Enrico Fermi
- negli occhi di chi non c'è più
- l'ascensore del palazzo di via Parma a San Lazzaro
- il campo nomadi alla corte degli aranci
- sulle mie decisioni
- sulla sponda del camion Batras trasporti
- ufficio matricole delle facoltà psicologia di Cesena
- l'ambulatorio del dottore della mutua del quartiere Pilastro
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lunedì, maggio 2
Bosco
in fiamme
mi arrendo
alzo bandiera bianca
non posso più combattere
contro me stesso
bisogna accettare
il verdetto del bosco
perchè non sbaglia mai
almeno per quanto riguarda me
gli alberi hanno parlato
e non posso fare altro
che ubbidire
che non è più tempo di parole
scritte o raccontate
che non è più tempo di velluto
tessuto o indossato
che non è più tempo di brina
dentro e fuori
è tempo per me
di scrivere col fiato
ciò che non riesco a scrivere
con la mente
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