E' già giorno e gli scuri sono spalancati.
Una luce scostumata entra a svegliarti.
Alzi il tuo corpo seminudo nel freddo, appoggi piano il piede destro e poi il sinistro.
Spalanchi i vetri ma prima di chiudere gli scuri ti volti.
La tua stanza parla.
Un bicchiere di vino rosso e uno bianco si sfidano in duello.
I posaceneri sono colmi di colpe spente e confessioni bruciate.
I vestiti per terra formano un percorso netto, come l'alveo di un fiume in piena.
respiri prima di guardare il letto.
lo sguardo punta un paio di stivali e indugia ancora.
il sorriso nasce da solo come il muschio a nord di Cà del Lago
e giri le pupille verso sud
verso il caldo.
verso il letto caldo.
Una montagna di piume protegge dei ciuffi di capelli rossi
ti volti.
guardi gli alberi
allarghi le narici.
ieri non c'è, domani nemmeno.
Chiudi gli scuri
Il buio ti si appoggia sulla schiena
ma la strada verso la pace
la conosci a memoria