L'ultima volta che ho fatto un viaggio così sapevo che sarebbe cambiato tutto al mio ritorno.
ricordo quelle 18 ore di camper come la fine di un'epoca
guardavo macinare la strada mentre prendevo decisioni sempre più importanti
spostarsi per me è vitale
osservare il mio mondo da lontano
staccare
conosco una miriade di persone che con un viaggio minuscolo potrebbero risolvere problemi maiuscoli
ma non lo fanno..
si ok siamo tutti diversi
e diverso è il modo di apportare cambiamenti sostanziali alla propria vita..
ma l'attaccamento secondo me adultera il controllo si se stessi.
il perdersi per trovarsi è un precetto che ho sempre seguito
ed ha sempre funzionato
E' chiaro che, in maniera del tutto teorica, un weekend con i Marcioni non può, di punto in bianco, stabilire una scala di priorità.
so benissimo che il controllo è mio
ma proprio per questo sento che avverrà
perchè lo voglio e mi conosco abbastanza
Quello stato di limbo, di cui spesso parlo e che mi porto dietro da mesi, avrà presto una fine.
Come la catarsi pessimista che non mi fa accettare la natura degli avvenimenti.
Non fa parte di me, che sono un inguaribile ottimista..
Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno?
Per me è interamente pieno, bisogna solo accettare che per metà sia pieno di acqua e metà di aria.
punto.
Per questo ridursi ad un coglione con gli amici più stretti credo sia importante
e non solo perchè mi mancano come l'aria
La leggerezza mischiata all'affetto più forte che ho, cade come una manna dal cielo
che poi si varchino le porte della percezione sensoriale è un aggiunta semplice...come l'amaro offerto dalla casa.
Era notte ad Amsterdam 7 anni fa
uscii dal locale da solo
tutto quello che avevo preso, stava già salendo vorticosamente
soprattutto le spore hawaiane
ma non avevo paura di cosa sarebbe successo
(Il mio modo di assumere sostanze stupefacenti è sempre stato incluso nella ricerca di un io nascosto o semplicemente come diversivo..E non lo dico per prendermi per il culo..per fuggire non mi bastava assumere droghe...)
passò davanti a me un ragazzo magrebino..mi chiese se fossi italiano, io gli risposi di sì
iniziammo a chiacchierare...lui mi raccontò cosa avesse dovuto fare per arrivare nella liberale e libertina Holland...dal passaggio del mediterraneo, alle angherie di italiani e francesi...le mille fughe e la nostalgia dell'Algeria...io rimasi in silenzio, mentre i funghi mi stavano avvisando, neanche troppo gentilmente, che si sarebbero, di lì a poco, fatti strada nelle pupille...rimasi poi 4 ore seduto a farmi trasportare
Quello che vidi fu il meno
quello che sentii, pur avendo la certezza che fosse frutto di una pura intossicazione alimentare, mi cambiò radicalmente..
Tornai in Italia e mi trovai un lavoro pesantissimo, iniziai a fare quello che volevo
Incominciò l'era del furgone carico di chitarre.
delle esperienze vissute in condivisione.
mi staccai dal mio trespolo cercando di spiccare il volo
è chiaro che fu una scelta mia, e che il controllo era, ed è, totalmente mio
Ma rimango ancora convinto che Hassan, il ragazzo algerino, quando mi guardò e capì quello che mi stava succedendo, non a caso mi disse
<attraversa il tuo mediterraneo fratello, anche se non sai nuotare, la vita che hai, merita che tu lo faccia>
e per 4 ore ad amsterdam i canali strariparono
e ridere di gabbiani multicolori mi aiutò
a fare quello che ancora oggi faccio
ricordo quelle 18 ore di camper come la fine di un'epoca
guardavo macinare la strada mentre prendevo decisioni sempre più importanti
spostarsi per me è vitale
osservare il mio mondo da lontano
staccare
conosco una miriade di persone che con un viaggio minuscolo potrebbero risolvere problemi maiuscoli
ma non lo fanno..
si ok siamo tutti diversi
e diverso è il modo di apportare cambiamenti sostanziali alla propria vita..
ma l'attaccamento secondo me adultera il controllo si se stessi.
il perdersi per trovarsi è un precetto che ho sempre seguito
ed ha sempre funzionato
E' chiaro che, in maniera del tutto teorica, un weekend con i Marcioni non può, di punto in bianco, stabilire una scala di priorità.
so benissimo che il controllo è mio
ma proprio per questo sento che avverrà
perchè lo voglio e mi conosco abbastanza
Quello stato di limbo, di cui spesso parlo e che mi porto dietro da mesi, avrà presto una fine.
Come la catarsi pessimista che non mi fa accettare la natura degli avvenimenti.
Non fa parte di me, che sono un inguaribile ottimista..
Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno?
Per me è interamente pieno, bisogna solo accettare che per metà sia pieno di acqua e metà di aria.
punto.
Per questo ridursi ad un coglione con gli amici più stretti credo sia importante
e non solo perchè mi mancano come l'aria
La leggerezza mischiata all'affetto più forte che ho, cade come una manna dal cielo
che poi si varchino le porte della percezione sensoriale è un aggiunta semplice...come l'amaro offerto dalla casa.
Era notte ad Amsterdam 7 anni fa
uscii dal locale da solo
tutto quello che avevo preso, stava già salendo vorticosamente
soprattutto le spore hawaiane
ma non avevo paura di cosa sarebbe successo
(Il mio modo di assumere sostanze stupefacenti è sempre stato incluso nella ricerca di un io nascosto o semplicemente come diversivo..E non lo dico per prendermi per il culo..per fuggire non mi bastava assumere droghe...)
passò davanti a me un ragazzo magrebino..mi chiese se fossi italiano, io gli risposi di sì
iniziammo a chiacchierare...lui mi raccontò cosa avesse dovuto fare per arrivare nella liberale e libertina Holland...dal passaggio del mediterraneo, alle angherie di italiani e francesi...le mille fughe e la nostalgia dell'Algeria...io rimasi in silenzio, mentre i funghi mi stavano avvisando, neanche troppo gentilmente, che si sarebbero, di lì a poco, fatti strada nelle pupille...rimasi poi 4 ore seduto a farmi trasportare
Quello che vidi fu il meno
quello che sentii, pur avendo la certezza che fosse frutto di una pura intossicazione alimentare, mi cambiò radicalmente..
Tornai in Italia e mi trovai un lavoro pesantissimo, iniziai a fare quello che volevo
Incominciò l'era del furgone carico di chitarre.
delle esperienze vissute in condivisione.
mi staccai dal mio trespolo cercando di spiccare il volo
è chiaro che fu una scelta mia, e che il controllo era, ed è, totalmente mio
Ma rimango ancora convinto che Hassan, il ragazzo algerino, quando mi guardò e capì quello che mi stava succedendo, non a caso mi disse
<attraversa il tuo mediterraneo fratello, anche se non sai nuotare, la vita che hai, merita che tu lo faccia>
e per 4 ore ad amsterdam i canali strariparono
e ridere di gabbiani multicolori mi aiutò
a fare quello che ancora oggi faccio

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