lunedì, aprile 8

Albonea



Albonea

Già la vedi e la senti.
Ognuno di noi può ritrovare, scavando a fondo nei ricordi, l'immagine
di una anziana signora dall'aspetto del tutto simile a quello di una
strega.
Affacciata al balcone, coi capelli grigi, lunghi e arruffati, mentre
urla al vento di smettere di soffiare.
Esci dalla macchina e adesso non è come la prima volta.
Adesso non urla anche verso di te.
Albonea non ricorda molto della sua vita.
Non ricorda il nome di suo marito, ma si ricorda della sua voce calma e forte.
Non ricorda la via dove abitava, ma sa benissimo descrivere l'odore
che c'era nell'aria.
Non ricorda di avere un conto in banca, ma sa ancora ricamare meglio
di una Singer.
Non ricorda il nome di sua sorella, ma si ricorda di quando le metteva
il rossetto.
Non ricorda dove si sposò, ma l'eco delle danza in abito bianco, la fa
ancora sorridere.
Non ricorda di aver mangiato a pranzo, ma non scorda mai di dar da
mangiare al suo cane.
Non ricorda di come sia arrivata qui, ma conosce la pianta di Bologna
come se l'avesse disegnata lei.
Non ricorda che sono già stato qui, in casa sua, poche ore fa, ma mi
abbraccia sulla soglia come se non mi vedesse da tempo.
Non ricorda il mio nome, ma si ricorda che ci si può fidare.
Non ricorda di avermi mostrarto le sue foto centinaia di volte, ma mi
descrive per filo e per segno cosa succedeva mentre la macchina faceva
click.
Albonea non ricorderà niente, o quasi, anche di oggi.
E domani ricomincerà la sua vita di nuovo.
All'alba.
Un'alba nuova
Albonea.

domenica, novembre 11

11 novembre 2012

è finita amici.
L'ultima notte a Cà del Lago la passerò come la prima:
da solo, con la casa vuota, una coperta e la radio del nonno.
Sono stati 600 giorni che non dimenticherò, quelli trascorsi nel Parco dei Gessi.
Un grazie a chi, almeno una volta, si è venuto a godere il silenzio e il freddo, nel casolare tra il torrente Zena e Pizzocalvo.
Un grazie speciale allo scoiattolo Lucianino, rivisto poco fa scappare sul tetto e tutte le creature che hanno riempito i miei occhi.
Grazie al coinquilino Fabrizio, che in soli 2 anni, ha capito che labirinto ci sia nel mio cervello.
E il più grande ringraziamento: a mio fratello Marco, che domani mattina si laurea..e che tempo fa, nella stagione all'inferno, mi disse in faccia quello che volevo sentirmi dire.
Alla fine il segreto è sempre quello
seguirsi



“Il Mantello e la Spiga”
di Manlio Sgalambro

Sotto l'ombra sospiravi
pastore di ombre e di sotterranei segreti
parlavi di una vita trascorsa.
Come sempre le foglie cadono d'autunno.
Intona i canti dei veggenti
cedi alla saggezza
alle scintille di fuochi ormai spenti,
regolati alle temperature e alle frescure delle notti:

lascia tutto e seguiti.

Guarda le distese dei campi, perditi in essi
e non chiedere altro.
Lasci un'orma attraverso cui tu stesso
ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei circhi.
E fosti pure un'ape delicata,
il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.
I tuoi occhi dunque trascorrono svagati
ed ozi come una spiga.
Come sempre le foglie cadono d'autunno.




martedì, ottobre 9

100000 respiri


basta avere il coraggio.
per farlo servono i tuoi giorni migliori.
serve il migliore di te.
non avere paura.
la coltre di polvere se ne andrà e saprai.
La gente ha paura, tu hai paura.
Io no.
Adesso me ne ricordo.
Serve sempre il baratro e la paura di morire.
Guardati un attimo allo specchio e senti.
Senti le migliaia di sensazioni che hanno solcato il tuo viso
e senti tutte quelle che devono ancora venire.
Se sei qui è solo per un fottuto motivo.
E' inutile che fai finta di niente, tu che non riesci a pensarci.
Gira tutto intorno sempre lì.

qualsiasi cosa.
E' sempre una questione d'amore.
E' per questo che ci sei.

e' per questo che sollevi le palpebre
è per questo che chiudi i pugni la mattina.
è per questo che muori la notte.
che siate cinici o melassosi, esseri finti o sinceri, affezionati alla forma o alla sostanza il problema è sempre uno solo.
Rassegnatevi amici, non è mai abbastanza.
Rassegnatevi, si vive solo per quello.
'Notte

lunedì, luglio 9

Ogni fottuto attimo

E siamo qui amici a dirvi che, quando tutto intorno a voi cambia, è bene apporre i giusti ritocchi a voi stessi, altrimenti i cambiamenti possono nuocervi.
Soprattutto quando si dimentica, come fa il sottoscritto, che i propri e personali cambiamenti si palesano solo quando ci mettiamo alla prova.
Ora che la vita che non voglio mi sovrasta.
Ora che son lontano mille miglia ma il mio corpo resta fermo.
Ora che tutto ciò che mi circonda mi soffoca.
Vorrei solo ricordarmi che quando la forza di gravità aumenta
aumenta anche il botto una volta che il suolo ci ricorda la sua durezza.
L'unica è ricordarsi che si cambia.
Ogni fottuto attimo

venerdì, maggio 11

Solo Lei

E non hai tempo per niente.
Lavori fino allo spasmo.
Mangi male, dormi male.
E appena stacchi c'è solo Lei.
La prendi tra le tue braccia e non hai più paura di cosa possa succedere.
Ora sai che le tue dita sanno dove andare.
Chiudi gli occhi e rivedi il tuo tempo e gliene parli, gliene parli piano.
Lei risponde alle tue mani e si lascia accarezzare.
E allora vai più veloce e senti i brividi, lungo la carotide, svuotarti il petto.
E anche se corri, se paghi debiti, se entri e d esci dall'ospedale, se rivivi le vite
e le morti ogni ora, sai, lo sai che lei ti aspetta.
E non c'è niente da temere.
E' sempre stato così o no Lele?
Solo che adesso è corrisposto.
Solo che adesso che la guardi sul tuo letto che
aspetta solo un altro momento per gridar con te,
per poter esistere con te,
adesso lo sai.

Un testo esiste solo quando lo scrivi e lo pronunci.
Una musica esiste solo quando viene suonata e ascoltata.
E lei che ti aspetta ogni giorno lo sa.
Lei che è solo una chitarra sa di esistere solo con te.
E questa è la responsabilità di amare.

E questa è la responsabilità di amarsi.




sabato, aprile 28

Cà del Lago 27


da soprasopra



I followed you down to the river and I was afraid, I was afraid for my life.
The river came down from the heavens and it took me to the edge of the sky.
In the shadow you gave me a rainbow it filled the space, the space of my mind.
All the riddles that you had told me, they unraveled like a snake in the sun.
Oh the green green of the river it had showed me what would come.
And the lightning it held me, on the tip of my tongue.
I could not believe it the sound it shook me with a whisper and hum.
And love lifted every thing from the ground and into the sun


giovedì, aprile 19

Io, su Plutone


Capita a tutti di svoltare inconsciamente.
Ed è capitato anche a me, in questo inizio primavera che chiamar romantico è un eufemismo.
Probabilmente riconoscersi, accettare profondamente i propri difetti e appropriarsi del proprio io negli occhi di chi non vuole guardarci, è la migliore soluzione per noi, fucking sognatori del duemilaedodici.
E' vero sono logorroico ed ho un ego smisurato.
Sono gli inconvenienti del bosco, o almeno a me piace pensare così.
L'inselvaticamento delle espressioni e dei gesti è da imputare anche all'abitudine al silenzio, coi pensieri che lottano con lo specchio.
Io non so cosa sono, ma riconosco la bellezza e so distinguere tra sincerità e cinismo.

Fatto sta che ho corteggiato, soppesato, approfondito, con costanza e tatto, per scoprirmi libero dalla necessità del sacrificio amoroso.
Io ho un ego gigantesco ed è sempre equivalente a ciò che ho ricevuto e ricevo.
E sono contento di riconoscere la bellezza sotto la coltre di paura che amiamo spalmarci addosso per difenderci.

domenica, aprile 8

easter Mallow blues



this is the mallow blues
nobody can take me higher
moonshine shake me down
to the best hollow flue
welcome to the mallow blues
easter without you
this rain is your joke
this rain is my fault
to the mallow bluuuuues

giovedì, marzo 29

Aliens

Ok aspetti che scenda la notte.
Sorridi e vedi gli ultimi bagliori dalla tua finestra.
Capita che non è il 1955.
capita che non si usi corteggiare.
capita che una fintissima normalità sia lecita e dovuta:

Ciao io sono questo e tu cosa sei?
ah assomigli a ciò che mi piace e credo vorrei..........ci si vede allora..

il prendere le cose alla larga,il mezzo salto nel buio, l'uso dell'allusione, il fremito dell'attesa, l'intrigo e poi diciamolo, le poste son cose da stalker

ed poi ti dici che sei fatto così
ed avere qualcosa fuori dal tempo ti piace
che tutti viaggiano per schemi cercando di evitarli ma vivendoli..

tu invece ripeschi
al massimo avrai sprecato un paio di citazioni adatte, prive di melassa e pregne di sostanza, in un paio di fogli a righine..

manco a 13anni

e poi capita che la notte del 4°pizzino ce ne sia già un'altro
e la calligrafia non è tua
e tu Cummings non lo hai mai letto
e poi gli alieni non esistono e non è possibile che abbia capito chi sono..

e poi sono le 5:00 del mattino in macchina e rileggi e rileggi l'ultima riga:

"dopotutto Kid, potresti gettargli benissimo qualche parola d'amore, qualuque cosa tu non possa dare via ad altra gente"

 Cummings


giovedì, marzo 8

Beta

Poggio il culo sul ripiano favorito e conto i pensieri lungo
la dorsale
Cosa diavolo è successo ai miei occhi che sembrano svegliarsi di colpo?
E' come se vedessi tutte le imperfezioni delle persone.
Sono più nitide e vivide, ma non mi urtano.
Stranissimo stato di lucidità completa o sono semplicemente tornato ora dalla camminata d'Agosto?
Che fame che ho
E' come se volessi divorare tutto in un sol fiato
Oggi ho scritto una manciata d'accordi su di una manciata di versi strascicati e vorrei camminare, dipingere quella cazzo di cassa e avere la forza
di dire ok è stata dura, da Monterumici a qui, passando per Arese, New York, il cervello loro, il cervello mio.
E i polmoni.
Vuoto come un vasetto di vetro con l'etichetta sbiadita e pronta ad essere ricalcata con un nuovo titolo.
Sempre a matita

sabato, gennaio 7

Il giorno arriva dopo la notte

E' già giorno e gli scuri sono spalancati.
Una luce scostumata entra a svegliarti.
Alzi il tuo corpo seminudo nel freddo, appoggi piano il piede destro e poi il sinistro.
Spalanchi i vetri ma prima di chiudere gli scuri ti volti.

La tua stanza parla.
Un bicchiere di vino rosso e uno bianco si sfidano in duello.
I posaceneri sono colmi di colpe spente e confessioni bruciate.
I vestiti per terra formano un percorso netto, come l'alveo di un fiume in piena.

respiri prima di guardare il letto.
lo sguardo punta un paio di stivali e indugia ancora.
il sorriso nasce da solo come il muschio a nord di Cà del Lago
e giri le pupille verso sud
verso il caldo.
verso il letto caldo.
Una montagna di piume protegge dei ciuffi di capelli rossi
ti volti.
guardi gli alberi
allarghi le narici.
ieri non c'è, domani nemmeno.
Chiudi gli scuri
Il buio ti si appoggia sulla schiena
ma la strada verso la pace
la conosci a memoria

martedì, dicembre 27

Regina


Mary, regina dell'Arkansas

Mary, regina dell'
Arkansas, non è Troppo presto per songare Il cielo è seminato di nuvole Gravide di pioggia e l'amore di un bastardo Può redimere Mary, mia regina, il tuo tenero fannullone Sta rinsavendo No, non sei troppo in ritardo per Dissacrare, i servi si stanno Giusto alzando Be', sono solo un povero acrobata solitario Il filo dell'alta tensione è il mio lavoro Sono stato un ragazzo brillante per la tua Acida genìa, e il topo di fogna Del tuo Stato Mary, mia regina, i tuoi aneliti di Libertà si stanno perdendo Non sei uomo abbastanza perché io ti odi O donna abbastanza perché ti baci La vetta è per i sognatori Noi possiamo solamente portare il circo In ogni modo solo fino al confine E la forca è in attesa di martiri Che hanno tutte le carte in ordine Ma io non sono venuto in vita per morire E tu non sei nata per Essere regina Non è troppo tardi per infiltrarti I servi se ne stanno giusto andando Mary, regina dell'Arkansas, la tua Pelle bianca trarrebbe in inganno chiunque Ti svegli e sei già in attesa di qualcuno da prendere in giro E mi ci hai fatto quasi cascare Ma sul tuo letto, Mary, posso vedere L'ombra di un cappio Non capisco come tu Possa stringermi così forte e amarmi In modo così dannatamente lascivo Ma conosco un posto dove Potremmo andare Dove potrei trovare un buon lavoro e Ricominciare onestamente tutto daccapo Ho contatti giù in Messico Dove i servi sono Stati visti

giovedì, dicembre 15

All is loneliness

tu e i tuoi riti
cabale che mischiano l'arabia della mia metà meridionale
e una certa propensione al misticismo mentolato


Il primo Natale da uomo
Il primo Natale senza pranzo coi parenti
senza il gonfiore di non dire quello che avresti potuto dire
che il 25 dicembre seppelisca ogni briciolo di civiltà
Che preferisco il mio tappeto pagano
alle flessioni del viso

Niente è più come prima

e non so neanche se tornerò indietro

di certo ci vuole un artificiere

eh..

domenica, novembre 20

cantina marquè

-facciamo l'amore?



con immenso piacere!


-stavolta la maglietta te la levi da sola.
stavolta nemmanco le stelle riescono a resistere
stavolta ti fermi a pensare
c'è chi conosce ogni posizione dei tuoi nei
ogni odore

stavolta smetto di respirare
stavolta ci sarò solo io
e stavolta non eviterò di dirti quello che penso
che il mio letto non lo rivedrai più

silenzio assenzio

hai tutto ciò che odio
hai tutto ciò che amo
non sei nessuno
e io me ne sbatto delle sottigliezze.

facciamo finta, come tutti.
tu e io

0 coraggio sotto al sole
0 speranze


ora c'è solo freddo e a me va benissimo.

venerdì, novembre 4

cicatrici

 io sono cresciuto così.
con le cicatrici
una enorme
esterna che va dal dorso del piede alla natica destra.
prima il dolore che non comprendi
poi il prurito che rimargina ma non ti fa dormire
poi rimane lì
a monito delle cazzate venture
a ricordarti che hai iniziato a giocare col fuoco a 2 anni
e in fondo ti piace
forse perchè il tuo grido di dolore
come una prova tangibile
è l'esca adatta per l'amore che cerchi
o forse perchè sia un monito
per le tue voglie di comprensione.
ma non è colpa tua
Chi in fondo ha provato ad amarti sul serio
è bruciato really.
inizialmente la tua enorme fiamma ha scaldato i suoi angoli gelati.
fino a distruggere ogni cosa
fino a far giacere cicatrici.




fa così male ripercorrere con le dita
la linea prodotta.
vorrei solo che il fuoco mi facesse ancora male
x


Mi sono ferito oggi
Per vedere
se ancora posso provare qualcosa
Mi concentro sul dolore
L'unica cosa reale
L'ago fa un buco
La vecchia puntura familiare
Provo a buttarmi tutto alle spalle
Ma riesco a ricordare ogni cosa

Cosa sono diventato?
Mia dolce amica
Tutti quelli che conosco
Vanno via alla fine
Potresti avere tutto
Il mio impero di sudiciume
Ti deluderò
Ti farò soffrire

Indosso la mia corona di merda
Sul mio trono da bugiardo
Con tanti pensieri spezzati
Che non posso riparare
Sotto la ruggine del tempo
Il sentimento scompare
Tu diventi qualcun altro
Io resto ancora qui

Cosa sono diventato?
Mia dolce amica
Tutti quelli che conosco
Vanno via alla fine
Potresti avere tutto
Il mio impero di sudiciume
Ti deluderò
Ti farò soffrire
Se potessi ricominciare
Un milione di miglia lontano
Potrei salvarmi
Potrei trovare una strada

venerdì, ottobre 21

Cà del Lago - 21


Corri baby corri
tu lo sai come me come si sta al mondo
come me sai che i giorni vuoti valgono esattamente come quelli pieni

Non parliamo di quantità ma di qualità

Il terreno è fradicio qui fuori ora, e sembra impossibile stupirsi ogni cazzo di notte per
la vista di cui io posso godere
Magari è questa la chiave
Meravigliarsi ogni fottuta notte

Scoprirsi preferibilmente soli
è talmente triste da essere meraviglioso
Aveva ragione chi mi diceva che non è un mondo per romantici
o meglio non più, non ora, non qui
Già...non qui
Mi sembra già di aver sempre vissuto qui
di fianco sto lago
di aver imparato a suonare la chitarra di fianco alla legnaia
di aver amato centinaia di volte sul prato a est
di essere cresciuto sulla schiena della collina

che poi se la finissimo di cercare tragicamente qualcosa per cui valga morire poi
potremmo anche correre verso nord
con il riflesso delle luci dell'autostrada che forma quell'arco rosa sopra alle punte
degli abeti di confine
e ridere di quanto la vita sia semplicemente un riflesso

Continuiamo a pensare di averne il controllo
ma continuiamo a vivere con la sensazione di vivere la vita di qualcun'altro

amen.

Springing from a darkened mind
So lovely was the loneliness
In youth's spring, it was my lot
In its stilly melody
An Eden of that dim lake
An Eden of that dim lake
Lone, lone, lonely... 


domenica, settembre 25

Gli eroi non hanno buon odore



Esterno notte:

ripresa dal fianco della macchina:

Colli
macchina che sfreccia
T-rex a tutto volume
lei tiene la sua mano sinistra sul tuo ginocchio e urla e ride e urla

ripresa da dietro
fuori dalla macchina in piedi
le luci della città sulla schiena
lei si sbottona la camicia bianca
tu quella nera
Velvet Underground a tutto volume
Baci lenti e violenti 
balli al chiar di luna
graffi morsi e parole azzardate

interno notte:

ripresa dall'alto:
entrambi davanti allo specchio
entrambi contro il muro a turno
entrambi col fuoco
entrambi nell'abisso di gemiti

ripresa i fronte:
solitudine condivisa e silenzio

Interno Giorno:

Luce fioca, tazzine colme di cenere, rossetto sul cuscino
stanza vuota
cuori vuoti

lunedì, settembre 19

Incenso al sandalo



Lo sapevi.
Lo hai sempre saputo.

Senti le dita che scivolano sul tuo collo e vedi i suoi occhi piantati su di te
pregusti il peccato di essere sedotto
non fai la prima mossa proprio per questo.

E poi, perso ogni vincolo terreno, ogni responsabilità spirituale
cedi alla bestia in letargo nella tua cistifellea.

Le sue labbra sono esattamente come lustri fa
la sua lingua ti conosce a memoria e irriverente batte sui lobi
La sua voce continua a ripetere di fermarti
ma le sue mani non si convincono.
La circolazione periferica si trasferisce sul tuo petto e sul tuo ventre

senti che i respiri sono di nuovo all'unisono
ti spinge via e dopo un secondo ti chiede di sollevarla
stringe gli occhi e sorride a bocca dischiusa
la tua forza raddoppia mentre chiedi in prestito saliva.

Il dolore delle unghie che contornano le vertebre è come se fosse sempre rimasto lì
un'edera rampicante sono le sue gambe cinte attorno ai lombi
non ricordi niente
non pensi nè ragioni
non freni e non digiuni
mangi fino all'ultima stilla di sangue e siero

e non esiste e non può più esistere cura spirituale
senza l'atto di prendere e donarsi
aldilà di ogni strato epidermico
che strofinando fino all'inverosimile
crea 
energia

mercoledì, settembre 14

Moon River

 
 
Fiume Luna







Fiume Luna, più largo che un miglio,
un giorno ti attraverserò con classe
oh creatore di sogni, distruttore di cuori
dovunque tu stia andando, io ti seguirò
due sponde, per uscire e vedere il mondo
c'é cosi tanto mondo da vedere
abbiamo passato la stessa fine dell'arcobaleno
aspettando dietro alla curva
Il mio amico Huckleberry
Fiume Luna, ed io!



Fiume Luna, più largo che un miglio,
un giorno ti attraverserò con classe



due direzioni, per uscire e vedere il mondo
c'é cosi tanto mondo da vedere
siamo dopo la stessa fine dell'arcobaleno
aspettando dietro alla curva
Il mio amico Huckleberry
Fiume Luna, ed io!



Fiume Luna, ed io!

...