Lo sapevi.
Lo hai sempre saputo.
Senti le dita che scivolano sul tuo collo e vedi i suoi occhi piantati su di te
pregusti il peccato di essere sedotto
non fai la prima mossa proprio per questo.
E poi, perso ogni vincolo terreno, ogni responsabilità spirituale
cedi alla bestia in letargo nella tua cistifellea.
Le sue labbra sono esattamente come lustri fa
la sua lingua ti conosce a memoria e irriverente batte sui lobi
La sua voce continua a ripetere di fermarti
ma le sue mani non si convincono.
La circolazione periferica si trasferisce sul tuo petto e sul tuo ventre
senti che i respiri sono di nuovo all'unisono
ti spinge via e dopo un secondo ti chiede di sollevarla
stringe gli occhi e sorride a bocca dischiusa
la tua forza raddoppia mentre chiedi in prestito saliva.
Il dolore delle unghie che contornano le vertebre è come se fosse sempre rimasto lì
un'edera rampicante sono le sue gambe cinte attorno ai lombi
non ricordi niente
non pensi nè ragioni
non freni e non digiuni
mangi fino all'ultima stilla di sangue e siero
e non esiste e non può più esistere cura spirituale
senza l'atto di prendere e donarsi
aldilà di ogni strato epidermico
che strofinando fino all'inverosimile
crea
energia
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