giovedì, aprile 19

Io, su Plutone


Capita a tutti di svoltare inconsciamente.
Ed è capitato anche a me, in questo inizio primavera che chiamar romantico è un eufemismo.
Probabilmente riconoscersi, accettare profondamente i propri difetti e appropriarsi del proprio io negli occhi di chi non vuole guardarci, è la migliore soluzione per noi, fucking sognatori del duemilaedodici.
E' vero sono logorroico ed ho un ego smisurato.
Sono gli inconvenienti del bosco, o almeno a me piace pensare così.
L'inselvaticamento delle espressioni e dei gesti è da imputare anche all'abitudine al silenzio, coi pensieri che lottano con lo specchio.
Io non so cosa sono, ma riconosco la bellezza e so distinguere tra sincerità e cinismo.

Fatto sta che ho corteggiato, soppesato, approfondito, con costanza e tatto, per scoprirmi libero dalla necessità del sacrificio amoroso.
Io ho un ego gigantesco ed è sempre equivalente a ciò che ho ricevuto e ricevo.
E sono contento di riconoscere la bellezza sotto la coltre di paura che amiamo spalmarci addosso per difenderci.

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