Mi piace dare un passaggio agli sconosciuti.
Io ne ho avuto bisogno un sacco di volte.
Stavolta ero con un amica in collina, per i classici aggiornamenti.
Scendendo da Paderno con Hendrix a tutto volume, abbiamo incrociato un hare krishna
con un sorriso raggiante, ubriaco di sangiovese.
Io inchiodo e lo facciamo salire.
Era stato rapito dagli amici e lasciato sui colli dopo la sua laurea.
Nella mia macchina ha lasciato foglie di lauro, puzza di vino e gioia inaspettata.
Avete mai fatto caso quanto sia difficile pronunciare, per quelli della nostra generation, QUELLA parola ?
ok è abusata
ok soprattutto qui
ok è travisata
ok soprattutto qui
Montagne frananti di paura, sormontate da quell'insicurezza congenita che abbiano noi che non abbiamo fatto il 68..figuriamoci il 77.
In greco non so quante parole esistano per definirlo
ma io preferisco quella universale
è così fuori moda
un pugno nello stomaco..come dire una bestemmia in piazza san pietro
e quanto è difficile scansare i luoghi comuni
e come è difficile raffigurarlo come dovrebbe essere:
incondizionato
senza catene di ferro ma con lacci di vite scura
universalmente particolare
da far tremare le unghie e intrecciarsi le ciglia
un collasso verticale di sensi in tripudio
così facilmente confondibile
così arrendevolmente dissipante
e l'oggetto che muta a seconda delle stagioni...donna, uomo, gatto, cane, oggetto, luogo e trascendenza
sta lì ogni giorno di fianco a noi e ci fa piroettare sul posto
e non lo nominiamo come se portasse male, come se fosse troppo didascalico
ok gli anni 60 son finiti da un pezzo
ma deve essere stato così rinfrancante
nominare
l'Amore
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