mercoledì, maggio 18

Cà del Lago - 14


Perchè in realtà è così
dinamiche allacciate
e come diceva Loca tutto parte da un unico gomitolo e non si può sbrogliare
le dinamiche attuali vogliono che io stia qui
buono buono nel mio rifugio alberato per non inalberarmi

Ok capo l'abbiamo capito che è necessario che io faccio 3 esami di coscienza al dì
e che devo scontare pene del contrappasso
Abbiamo capito anche che non sono bravo a stare nel mio angolo pur essendo bravissimo a stare
da solo
Si è capito per giunta che non sono pronto come pensavo.
Adesso poi ci mancavano i ponteggi
Sì ponteggi tutto intorno al casale e quei babbei dei muratori, non avvisandomi, hanno
montato le assi contro gli scuri della mia finestra che quindi saranno, per forza di cose, chiusi per un po'.
Poi?
Che altro c'è da mettermi alla prova?
Forse vuol dire che devo uscire per forza?
Interpretare ciò che mi sta intorno sta diventando un cazzo di labirinto del minotauro.
E poi uscire sta fava.
Passo giorni interi giorni nella tenuta e altri in giro dappertutto.
Non mi sono mai saputo regolare.
Non ho una stracazzo di mezza misura, non ne sono capace.
Sono un vampiro di sensazioni e succhio tutto ciò che mi va fino alla nausea.
Fino a che non si esaurisce la voglia.
Fino a che non ne voglio più per un po'.
All'età di un anno mia madre mi imbeveva il ciuccio nel miele d'acacia e quando era del tutto lindo lo sputavo fortissimo fuori.
E' come se pensassi che chi ha senso della misura sia un profondo egoista.
Verso se stesso e quello che potrebbe avere.
Ho passato la post adolescenza a rincorrere palchi e morose come se non ci fosse altro.
Fare i conti con se è sempre più snervante.
Mettersi alla prova, confrontarsi senza che nessuno mi dica beo mi sta facendo uscire un po' fuori di senno.
Dal lunedì al venerdì sono un operaio della ricerca di se.
Da venerdì a domenica sono un operaio della ricerca degli altri.
Ho chiesto di fare i doppi turni fin quando ce n'è
Anche se mi faccio un po' male almeno SENTO.
Fagocito tutto il dolore degli altri perchè così lascio che il mio cuore sobbalzi ogni secondo.
Finito ciò scrivo, suono e leggo fino a quando non svengo dal sonno.

Che poi a capire ci metto sempre troppo tempo.

E io odio il tempo.
E odio aspettare qualcosa o qualcuno.
Sento che ogni secondo che passa dovrei essere da un'altra parte per essere felice.
Quando lo sono...me ne dimentico.

Ho 31 anni e di senno ancora non ne vedo molto.

L'unica cosa che so fare è rigirare le situazioni a mio vantaggio e usare il dolore e il fastidio come ponte verso quello di cui ho bisogno.

E dei ponteggi che ti tolgono la luce della finestra ad una cosa possono servire.
ad arrivare per la prima volta
a sdraiarsi sul tetto di Cà del Lago

2 commenti:

corrientes ha detto...

"L'unica cosa che so fare è rigirare le situazioni a mio vantaggio e usare il dolore e il fastidio come ponte verso quello di cui ho bisogno"


wrong way.
ale

Mountainarillo ha detto...

ma fai la tesi in inglese?
ghgh