litri di sangue rimescolato
solo queste foglie sanno chi sei
ti chiamano ora e non puoi non ascoltare
il richiamo ti guida in fondo
in un turbine di gelo
che si attacca alle tue vene
e la brina su questi occhi
stanchi di roteare e di cercare
e la brina in queste orecchie
stanche di ascoltare e conservare
e la brina su questa tua pelle
così difficile da conquistare, così bollente da respingersi
e la brina nel profondo
che aspetta che il giorno si faccia
per potere ancora sciogliersi
slabbrando le dighe imperturbabili
che s'ergono millenarie nel tuo cuore
che è una fucina instancabile
che batte a ritmo del vento di Cà del Lago
ma che è racchiuso in uno scrigno di gelo
che nessuno mai è stato in grado di spalancare
perchè la vita ci costringe a rimaner prede
dimenticando ciò che siamo
e ciò che dovremmo essere
e rimarrà lì nel suo scrigno
meravigliosamente immutato
preziosamente abbandonato
aspettando oggi
per tornare lì dove tutto iniziò
in un bosco lontano
in cui nessuno avrà il coraggio di seguirti
dove ti perderai ancora una volta, o abile sciocco giovane uomo
che credevi che si risolvesse tutto con la luce d'una candela
Così ritornerai nel terrore di quegli alberi
che ti fanno sentire libero
libero di morire
libero d'inginocchiarti solo a te stesso
libero d'abbracciare questa linfa negata
libero di essere padrone delle tue lacrime
e libero di sognare
che la tua vita non si riduca solamente
alla fiamma fioca
d'una candela a cui non è rimasto nient'altro
che essere spenta
da tutto questo freddo
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